Ureaplasma urealyticum: caratteristiche

Forschen am MikroskopEsistono più di 30 patogeni, di tipo batterico (tra i più diffusi: Neisseria gonorrhoeae, Chlamydia trachomatis, Mycoplasma hominis, Ureaplasma spp.), virale (tra cui il virus dell’immunodeficienza umana, l’Herpes Simplex virus e il papilloma virus umano) e parassitario (come il protozoo Trichomonas vaginalis e l’agente fungino Candida albicans), che possono essere trasmessi per via sessuale; se non trattati, molti di essi possono produrre infezioni con gravi complicanze, quali infertilità, aborti precoci e malattie neonatali di grado severo. I costi socio-economici di queste infezioni e delle loro complicanze sono considerevoli.
L’Ureaplasma urealyticum è un batterio con cui deve avere a che fare il 70% circa degli uomini e delle donne sessualmente attivi. Spesso, però, chi viene infettato da questo microbo non se ne accorge perché nella maggior parte dei casi l’infezione non dà sintomi. Può, però, capitare che la proliferazione del batterio causi fastidi a livello del basso addome, dolore mentre si urina, sanguinamenti dell’uretra e perdite.
Come dicevamo U. urealyticum può far parte della normale flora batterica in soggetti sani, ma anche causare infezioni anche gravi quali vaginosi batteriche, salpingiti, corionamniositi, endometriosi post-parto nelle donne, e uretriti non gonococciche negli uomini. A dispetto dei numerosi studi condotti su questi microorganismi, le conoscenze a loro riguardo sono ancora piuttosto scarse, principalmente a causa della difficoltà di crescita di questi batteri in normali terreni di coltura. Soltanto l’introduzione delle tecniche di biologia molecolare ha permesso in questi ultimi anni di approfondire il potenziale patogeno di questi batteri.
di G. Abramo, biologo

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