Alimenti funzionali: a cosa serve la fortificazione degli alimenti con acido folico

19010La questione di cui andiamo a parlare è annosa, e getta le sue radici in una rigorosa recensione del 2004 apparsa sul prestigiosissimo BMJ a firma di Lucock; l’eco si fa sentire ancora ora, essendo uno degli articoli più commentati apparsi negli ultimi anni sulla rivista, ed essendo stato ripreso in numerosi redazionali apparsi successivamente sullo stesso BMJ. Il nocciolo della questione è la fortificazione di alcuni alimenti con acido folico, al fine di migliorarne le qualità salutistiche. Infatti, secondo EUROCAT (ossia l’European Surveillance of Congenital Anomalies), tale presidio sarebbe in grado di ridurre drasticamente alcune patologie congenite quali i difetti del tubo neurale, e forse sarebbe di beneficio anche in altre malattie tipiche dell’età adulta, quali l’infarto miocardico. Nonostante questi dati, sorgono alcuni problemi etici rispetto a questa «medicalizzazione forzata», siccome taluni alimenti quali granaglie e cereali verrebbero addizionati obbligatoriamente per legge della vitamina in questione. Infatti, per quanto il composto sia ben noto da decenni, si pongono alcuni dubbi circa i possibili effetti a lungo termine della sua assunzione, dubbi accresciuti dal fatto che tali alimenti verrebbero consumati anche da persone che oggettivamente non ne trarrebbero alcun beneficio. Inoltre, alcuni dati pur discordanti suggeriscono che l’uso eccessivo della vitamina potrebbe essere correlato con l’aumento di alcune neoplasie. Già l’autore, nella sua recensione, sottolineava che la vasta mole di dati spesso discordanti rende difficile una valutazione dell’argomento che sia definitiva. A questo proposito e in maniera un po’ campanilistica, va sottolineato che l’Istituto Superiore di Sanità in Italia sta facendo la sua parte, creando un network nazionale per raccogliere informazioni e per promuovere l’uso dell’acido folico quale mezzo preventivo per i difetti congeniti neonatali.
M. Lucock. Is folic acid the ultimate functional food component for disease prevention? BMJ 328:211 (2004)
di D.Merli

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