Allergie alimentari: l’azione protettiva dei batteri commensali

Organs in a human bodyStando a un recente articolo pubblicato da Nagler e colleghi sulla prestigiosa rivista PNAS, le alterazioni del microbiota del tratto gastrointestinale potrebbero essere in parte implicate nello sviluppo di intolleranze alimentari. Infatti, si è visto che la sensibilizzazione agli allergeni alimentari aumenta nei topi che vedono alterazioni significative del microbiota naturale a causa della somministrazione di antibiotici o di variazioni dietetiche. I ricercatori sono inoltre riusciti a dimostrare la capacità desensibilizzante nei confronti di alcuni allergeni di ceppi del batterio Clostridium (ci riferiamo a ceppi non patogeni, ovviamente). L’analisi di cellule epiteliali intestinali di roditori con mappatura (pressoché) completa del microbiota hanno messo in luce un meccanismo precedentemente non identificato con cui i clostridi modulano la funzione delle cellule linfoidi, coinvolte nella risposta allergica, e modificano anche la permeabilità dell’epitelio agli allergeni stessi. Si spera che le scoperte degli autori possano condurre a nuovi approcci per trattare o prevenire allergie alimentari, modulando la composizione del microbiota intestinale. Per ora accontentiamoci dei risultati ottenuti sui (più o meno) graziosi roditori: non è certo che comunque gli stessi dati possano essere immediatamente estendibili a noi.
A. T. Stefka, T.Feehley, P. Tripathi, J. Qiu, K. McCoy, S. K. Mazmanian, M. Y. Tjota, G.-Y. Seo, S. Cao, B. R. Theriault, D. A. Antonopoulos, L. Zhou, E. B. Chang, Y.-X. Fu, C. R. Nagler. Commensal bacteria protect against food allergen sensitization.PNAS, 111(36): 13145–13150 (2014)

di D. Merli

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