Biodegradazione del polietilene

LLDPE

(Wikipedia)

Il polietilene (PE), un materiale polimerico di ampio impiego, è stato a lungo tempo considerato non biodegradabile. Infatti, se da un lato sono stati evidenziati alcuni casi poco comuni di biodegradazione di limitatissime quantità di PE a opera di colture batteriche e in condizioni strettamente controllate, i dati in letteratura riguardante la possibilità che tale materiale venga effettivamente biodegradato se immesso nell’ambiente in quantità massiva sono davvero pochi. A colmare almeno in parte tale lacuna è il gruppo di ricerca di Jiang, che ha pubblicato i suoi dati. Gli autori hanno studiato la larva di una particolare tarma, nota come Plodia interpunctella. Tali larve sono in grado di nutrirsi di PE, che ingeriscono volentieri residui di PE. I veri responsabili della degradazione del polimero sembrano essere i batteri intestinali presenti in tali insetti, e in particolare Enterobacter asburiae YT1 e Bacillus sp. YP1. A questo punto i ricercatori hanno isolato e fatto crescere in vitro i due ceppi batterici, e li hanno messi a contatto con film di polietilene. Dopo 28 giorni di incubazione, l’analisi sia visiva che mediante tecniche microscopiche (SEM) del materiale plastico ha messo in evidenza una significativa corrosione dello stesso. Inoltre, il PE era diventato idrofilo a causa della presenza di numerosi gruppi carbonilici sulla sua superficie, come evidenziabile mediante tecniche spettroscopiche. L’efficienza delle colture batteriche in esame è tale che il 10% di un film pesante 100 mg viene degradato in 60 giorni da una sospensione contenente YT1 e YP1, con una contemporanea riduzione del peso molecolare del PE residuo, a testimonianza di un attacco massivo del materiale; nel mezzo colturale sono inoltre stati evidenziati numerosi sottoprodotti della degradazione del PE.
J. Yang, Y. Yang, W.-M. Wu, J. Zhao, L. Jiang. Evidence of Polyethylene Biodegradation by Bacterial Strains from the Guts of Plastic-Eating Waxworms. Environ. Sci. Technol., 48 (23): 13776–13784 (2014)

di D. Merli

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Laboratorio © 2017 Tutti i diritti riservati