Bolle spaziali

(Wikipedia)

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Tutti noi apprezziamo le virtù del multibolle (o Pluriball) quale materiale da imballaggio per rendere più sicura e agevole la spedizione di materiali fragili. Alcuni ricercatori si sono voluti spingere oltre, per verificare se lo stesso materiale potesse avere una qualche utilità in campo scientifico. I loro sforzi sono stati premiati. I ricercatori, guidati da Whitesides, hanno infatti rivelato alcuni lati sorprendenti di tale materiale. In particolare, gli autori hanno mostrato che le bolle possono essere facilmente riempite di liquido mediante siringhe, e risigillate con indurente per unghie (uno smalto a base acrilica). Le bolle sono trasparenti nella regione visibile dello spettro elettromagnetico, e quindi possono essere usate come «cuvette» per misure di assorbanza e fluorescenza; per esempio, gli autori hanno misurato in questo modo emoglobina e glucosio. Inoltre, l’interno delle bolle è sterile, ed esse sono permeabili ai gas, potendo di conseguenza venire usate per farvi crescere colture microbiche, previa introduzione in esse del terreno di coltura inoculato con il microorganismo desiderato e richiusura con lo smalto acrilico: in questo caso, gli autori hanno coltivato nelle bolle E. coli e C. elegans. Incorporando in esse degli elettrodi di carbone, questi oggetti possono diventare anche piccole celle elettrochimiche, rendendo possibile la misura della concentrazione del ferrocianuro. Mille usi per le mille bolle.
D.K. Bwambok, D. C. Christodouleas, S. A. Morin, H. Lange, S. T. Phillips, G. M. Whitesides. Adaptive Use of Bubble Wrap for Storing Liquid Samples and Performing Analytical Assays. Anal Chem; 86 (15): 7478–7485 (2014)

di D. Merli

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