Brewing Bad: come un lievito può sintetizzare la morfina

18087La produzione di biomolecole mediante tecniche di fermentazione è largamente usata in ambiente biotecnologico; mediante questo approccio sono prodotti per esempio gli antibiotici beta-lattamici e, tramite ingegneria genetica e organismi ricombinanti, insulina e altre proteine. Allo stesso modo, alcuni ricercatori hanno messo in evidenza la possibilità di produrre oppiacei mediante lieviti opportunamente ingegnerizzati. Questi organismi, in sostanza una versione high-tech del lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) partendo dal glucosio riescono a produrre l’alcaloide reticulina e da qui, mediante altre manipolazioni implementabili nello stesso organismo, è possibile ottenere morfina, codeina o tebaina. I ricercatori sottolineano che la scoperta è di grande valore sotto un certo punto di vista, poiché permette di affrancarsi dalla necessità di coltivare il papavero da oppio per produrre gli alcaloidi, ottenendoli quindi a minor costo e presumibilmente anche a purezze maggiori. D’altro canto, per poter produrre morfina e simili sostanze d’abuso, sarà sufficiente disporre dello lievito modificato, di un po’ di zucchero e di minime competenze tecnologiche: in pratica le stesse occorrenti per preparare la birra in ambiente domestico, rendendo questo processo accessibile anche a chi dispone di minime conoscenze chimiche e biologiche. In particolare, i ricercatori arguiscono che il lievito è potenzialmente in grado di produrre una concentrazione di morfina pari a 5-10 mg/ml nel liquido di fermentazione, ossia in un solo millilitro vi sarebbe una quantità di stupefacente pari a una comune dose analgesica dell’oppiaceo in questione. Di conseguenza, si porrebbe per la prima volta la necessità di regolamentare la disponibilità commerciale di un microorganismo non patogeno ma produttore di sostanze controllate.
K. A. Oye, J. C. H. Lawson, T. Bubela. Drugs: Regulate ‘home-brew’ opiates. Nature 521, 281–283 (2015)
di D. Merli

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