Chemiluminescenza della decomposizione dell’1,2-diossietanone: un modello per la bioluminescenza

29007È noto che la decomposizione via chemiluminescenza di semplici 1,2-diossoetanoni (noti anche come α-perossolattoni), catalizzata da un appropriato attivatore fluorescente, rappresenta un buon modello per la comprensione di reazioni bioluminescenti più complesse e difficili da studiare. A tale proposito, i ricercatori guidati da Baader hanno ripreso in mano la reazione in oggetto studiandone alcuni aspetti meccanicistici. In particolare, gli autori si sono dedicati a due 1,2-diossoetanoni spiro-sostituiti, che sembrano evidenziare quale step chiave della reazione chemioluminescente un trasferimento elettronico intermolecolare dall’attivatore al perossido. La bassa efficienza del sistema studiato sembra essere associata al forte ingombro sterico delle molecole, che rende difficoltosa la sequenza di chemioeccitazione, in vista dell’aggregato supramolecolare che viene a formarsi tra il perossido e il catalizzatore e che è tanto più difficile quanto più le molecole sono ingombrate. Tali deduzioni spiegano bene la differenza nell’efficienza di chemioeccitazione di numerosi perossidi ciclici a quattro termini diversamente sostituiti, che come accennato rappresentano validi modelli per la comprensione dei processi bioluminescenti più comuni.
F. H. Bartoloni, M. A. de Oliveira, L. F. M. L. Ciscato, F. A. Augusto, E.L. Bastos, W. J. Baader, Chemiluminescence efficiency of catalyzed 1,2-dioxetanone decomposition determined by steric effects. J. Org. Chem., 80 (8): 3745–3751 (2015)

di D. Merli

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