Chimica e farmacologia della silibina

CardoLa silibina, un metabolita secondario isolato dai semi del cardo mariano (Silybum marianum) e contenuto in numerose piante appartenenti alla famiglia delle Asteracee, è stato scoperto nel 1959 e classificato come un composto appartenente alla classe dei composti definiti flavolignani. Soltanto in seguito si è scoperto che la silibina è in realtà una miscela di due composti, denominati con scarsa fantasia silibina A e silibina B, di cui successivamente è stata definita anche la stereochimica e i metodi di separazione. Nel corso degli anni, l’attenzione dedicata alla silibina è aumentata, poiché si sono identificate le sue proprietà epatoprotettrici, che la rendono utile nel trattamento di talune epatopatie e avvelenamenti (per esempio da Amanita phalloides). Purtroppo alcune caratteristiche di tale sostanza non la rendono particolarmente attraente e ne limitano l’impiego: mi riferisco in particolare alla scarsa solubilità e biodisponibilità. Per ovviare a tali inconvenienti, sono stati preparati numerosi derivati semisintetici della silibina, con risultati alterni. L’articolo di Křen ci mostra nel dettaglio la chimica, la farmacologia e la storia del composto in oggetto e dei suoi derivati.
D. Biedermann, E. Vavříková, L. Cvak, V. Křen. Chemistry of silybin. Nat. Prod. Rep. 31: 1138-1157 (2014)

di D. Merli

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