Conferenza internazionale sulla sperimentazione alternative all’uso animale

Scientist pipetting medium into 12-well plateGiovedì 7 e venerdì 8 maggio si è svolto, presso l’Auditorio 2-Forum Picoas, Lisbona, la seconda edizione dell’ «International Conference Of Alternatives to Animal Experimentation», organizzato dalla Portuguese Society for Humane Education (SPEdH, www.spedh.com). I lavori del Convegno sono stati aperti dalla lettura magistrale di Philip Low, direttore scientifico ed esecutivo della NeuroVigil (La Jolla – California, USA. www.neurovigil.com) che ha messo in evidenza la possibilità di sfruttare la neurotecnologia e la neuroscienza computazionale «human-based» per monitorare l’attività cerebrale, in alternativa al modello animale.
Il dispositivo proposto dalla NeuroVigil è l’IBrain, un congegno sofisticato in grado di convertire l’EEG del paziente in mappe cerebrali (Algoritmo SPEARS). IBrain potrebbe essere il giusto approccio per accorciare i tempi dei trials clinici di farmaci per la terapia di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer o altre patologie come l’autismo, la sindrome di Down, l’insonnia ecc.
Luis Vincente dell’Università di Lisbona (Portogallo) e Robert Coleman della Safer Medicines Trust di Kingsbridge (UK), hanno affrontato il problema della sperimentazione animale, in chiave più etica e filosofica il primo, e in termini più scientifici, il secondo. La sessione pomeridiana è stata aperta da Elmar Heinzle, Saarland University (Germania), che ha riferito in merito al progetto NOTOX (programma europeo «FP7-HEALT-2010-Alternative- Testing- Strategies»), che ha l’obiettivo di fornire informazioni sugli effetti della tossicità cronica, per mezzo di modelli computerizzati e sperimentali basati su colture organotipiche di cellule umane per identificare meccanismi di rilevanza tossicologica (www.notox-sb.eu).
A seguire Teresa Rosete (Università di Aveiro, Portogallo) ha affrontato il problema della complessità di elaborare test in vitro in grado di identificare le potenziali molecole chimiche ad alto peso molecolare, considerate pericolose per il tratto respiratorio e causa dei crescenti casi di asma.
Tema della relazione di João Barroso, membro dell’IHCP (European Commission Joint Research Centre, Ispra, Italy) è stato quello dei modelli attualmente validati a livello Europeo per l’irritazione e il danno oculare, indicando che il metodo in vitro, non è ancora stato accettato come sostitutivo del modello animale (Draize Eye test).
Barroso ha sottolineato come sia importante al momento incrementare il numero di risultati ottenuti con il modello in vitro elaborati con strategie Bottom up e Top Down per ottenere una totale sostituzione dell’animale in questo tipo di test. Helena Kandarova della Mattek in Vitro Life Science (Bratislava), ha descritto le peculiarità del modello 3D di epidermide umana come predittivo di fototossicità acuta nei saggi di fototossicità (www.mattek.com).
Infine Helen Wheadon (Università di Glasgow, Scozia) ha proposto una possibile terapia per la leucemia mieloide cronica (LMC), con un inibitore dell’enzima tirosin kinasi. La malattia è causata dalla traslocazione anomala di due cromosomi, il 9 e il 22, che porta alla formazione del gene alterato BCR/ABL responsabile della crescita incontrollata dei cloni immaturi della linea mieloide. Le cellule che portano questa mutazione esprimono una proteina anomala con attività tirosin kinasica costitutiva che determina effetti proliferativi e antiapoptotici.
La sessione del secondo giorno è stata aperta da Bas Blaaubouer (Università di Utrecht, Olanda) che ha evidenziato la necessità di allestire nuovi approcci per la tossicologia del XXI secolo, alternativi ai modelli animale impiegati fino a ora. Le ragioni per approcciarsi alle famose 3R di Russel e Burch (Replacement, Refinement and Reduction) hanno radici scientifiche, etiche ed economiche. Il crescente sviluppo di tecniche in vitro sempre più accurate, in grado di riprodurre un meccanismo d’azione, modelli in silico in grado di individuare proprietà strutturali comuni (QSAR) e approcci biotecnologici in grado di individuare i principali effetti avversi, andranno a colmare, nel tempo in cosiddetto «gap» tra i progressi nell’ambito della tossicologia e la regolamentazione dei metodi alternativi. Paula Martins (Direttrice generale dell’Alimentazione e Veterinaria, Lisbona), ha esposto i nuovi requisiti, le innovazioni e le attività che sono state avanzate al fine di implementare la legislazione portoghese nella salvaguardia degli animali a scopi scientifici.
Il tema delle possibilità per minimizzare la sperimentazione animale nel contesto REACH utilizzando metodi alternativi quali read-across, weight of evidence approches, Quantitative Structure Activity Relationships e test che non prevedono il modello animale è stato affrontato da Gylly Stoddart (PETA International Science Consortium, UK). È stato quindi sottolineato come sia possibile una valutazione del rischio di tossicità maggiormente predittiva per l’uomo, limitando il sacrificio animale. In questo scenario, IATA, Integration Approaches to Testing and Assessment, rappresenta un approccio integrato per i test e la valutazione, basandosi su una moltitudine di strumenti e tecniche per diverse discipline scientifiche e i relativi campi di applicazione.
Manuel Robelo (Istituto Gulbenkian da Ciencia, Portogallo), ha riferito i compiti del comitato etico dell’istituto Gulbenkian da Ciancia, un corpo istituzionale interdisciplinare composto da nove membri, 3 laici e 4 esterni all’istituto. I membri del comitato valutano tutti i progetti che prevedono l’impiego di animali, tenendo in considerazione sia il loro benessere che le implicazioni etiche della ricerca biomedica, in accordo con i principi delle 3R. Mark T.D Cronin (School of Pharmacy di Liverpool, UK), ha discusso del progetto COSMOS (www.cosmostox.eu), ovvero, uno dei sette progetti del SEURAT, un’iniziativa Europea che ha come obiettivo la sostituzione della sperimentazione animale. COSMOS, sviluppa sistemi computerizzati in grado di fornire informazioni sulla tossicità degli ingredienti cosmetici in vivo. Vanessa Diaz (Department of Mechanical Engineering, University College London, UK), ha mostrato il modello matematico elaborato dal suo gruppo di ricerca in grado di combinare diversi livelli di aterosclerosi con la relativa risposta fisiologica per poter individuare la cura più adeguata al caso specifico. Miguel Rocha (Department of Informatics, University of Minho, Portogallo), ha riassunto i differenti tentativi per allestire modelli metabolici basati sul genoma umano per applicazioni biotecnologiche e il loro uso nella ricerca biomedica (nuovi farmaci e identificazione di biomarker associati a patologie quali tumori, diabete, obesità, Alzheimer). Sono stati anche illustrati i differenti approcci per la ricostruzione di modelli tessuto-specifici e il loro uso per fornire «omics data». Gli approcci in silico rappresentano un’interessante alternativa per generare ipotesi che possono ridurre la necessità di esperimenti in vivo (www.silicolife.com). L’intervento di Diogo Ayres de Campos (Medical School, University of Oporto, Portogallo) è stato focalizzato sulla inutilità di ripetere studi su animali nell’ambito della ricerca clinica. È stato sottolineato che i comitati etici devono valutare i progetti di ricerca su animali alla luce dell’effettiva implementazione delle conoscenze esistenti e se i benefici attesi portino a identificare problemi relativi alla salute umana. Per esempio di quanto detto sono stati riportati degli studi sul monitoraggio fetale durante il travaglio e il parto. Infine Constanca Carvalho (Faculty Of Sciences, University of Lisbon, Portogallo) ha fatto il punto su alcuni recenti scoperte sul deficit di attenzione associato a iperattività la cui eziologia e patogenesi non è ancora completamente chiarita. È stata effettuata un’analisi qualitativa e sistematica della letteratura scientifica da cui è emerso che solo un terzo dei lavori eseguiti su animali, nell’ambito di tale disordine, è risultato rilevante per formulare delle ipotesi nell’ambito della medicina umana. Questa seconda edizione della conferenza internazionale sulle alternative alla sperimentazione animale di Lisbona ha offerto ai partecipanti la possibilità di un aggiornamento sui metodi alternativi, i processi di validazione e sugli aspetti legislativi ed etici. Al termine di ogni sessione ci sono stati dibattiti aperti di notevole interesse.

di Vernazza Stefania

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Laboratorio © 2017 Tutti i diritti riservati