Consumo di sostanze stupefacenti e problematiche

Figura 1. Andamento percentuale sul consumo delle sostanze stupefacenti in Italia, nel 2010, nella popolazione generale 15-64 anni (campione di 12.323 soggetti), uso almeno una volta nella vita.

Il consumo di sostanze stupefacenti da parte della popolazione, soprattutto giovanile, ha avuto negli ultimi decenni un aumento esponenziale e, nell’intento di arginare il fenomeno, anche i laboratori chimico-clinici hanno visto estendere il loro ruolo nel settore della tossicologia, tradizionalmente delegato ad altre istituzioni. La richiesta di analisi chimico-tossicologiche nelle diverse matrici biologiche, sia come numero, sia come tipologia, ha mostrato un andamento che rispecchia l’evoluzione del complesso problema sociale. I dati relativi alla droga in Italia sono forniti da più organismi. Il Ministero della Salute, rilevando l’attività delle strutture pubbliche che si occupano del trattamento dei tossicodipendenti (Ser.T), fornisce dati sulla tipologia delle sostanze d’abuso e sul tipo di trattamento. Il Ministero dell’Interno trasmette informazioni sulle strutture socio-riabilitative (ex comunità terapeutiche) e sulla relativa utenza, sui sequestri delle sostanze d’abuso e sui decessi droga-correlati. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali provvede alla raccolta, all’analisi e alla valutazione dei dati forniti dalle suddette amministrazioni centrali dello Stato, presentando annualmente in Parlamento una relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. Sulla base di questi dati è possibile ricostruire un quadro aggiornato sull’andamento del fenomeno droga nel nostro Paese. Nel 2010 è stato registrato un crollo del consumo di droghe tra i giovani e tra gli adulti. Secondo le ultime analisi del Dipartimento delle Politiche antidroga [1], in generale le indagini mostrano un calo dei consumi che viene riassunto nelle figure e tabelle.

Tab.1 – Consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione generale 15-64 anni (uso almeno una volta nella vita) negli anni 2008 e 2010.

Sostanze 2008 2010 Differenza Scostamento %(?%)
Eroina 1,6 1,29 -0,31 -19,4
Cocaina 7 4,8 -2,2 -31,4
Cannabis 32 22,4 -9,6 -30
Stimolanti 3,8 2,8 -1 -26,3
Allucinogeni 3,5 1,9 -1,6 -45,7

Tab. 2 – Consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione studentesca 15-19 anni (uso almeno una volta nella vita) negli anni 2008 e 2010.

Sostanze 2008 2010 Differenza Scostamento % (?%)
Eroina 2,1 1,2 -0,9 -42,9
Cocaina 5,9 4,1 -1,8 -30,5
Cannabis 31,5 22,3 -9,8 -31,5
Stimolanti 4,7 4,7 0 0
Allucinogeni 4,7 3,5 -1,2 -25,5

Cocaina ed eroina rimangono le due droghe di maggior fruizione in Europa. I nuovi dati confermano un costante calo del consumo di cannabis tra i giovani europei (15-34 anni), tranne per quelli italiani che attualmente sono tra i principali assuntori di questa categoria di sostanze.
Nel nostro Paese il consumo abitudinario di droghe coinvolge circa 180 mila persone, lo 0.1% della popolazione. Il fenomeno della tossicodipendenza sembra riguardare sempre più la poli assunzione, cioè l’utilizzo combinato di più sostanze. Si parla di utilizzo primario e secondario, distinguendo la droga maggiormente assunta, da quelle consumate in quantità minore ma spesso associate ad alcol (oscillante tra il 91,2% e il 79,2%) e cannabis (tra il 64,0% e il 54,2%). Dal confronto Italia/Europa si nota un incremento nel consumo di cocaina come attesta il rapporto 2010 sull’evoluzione del fenomeno della droga in Europa [2].
Una sintesi di quanto sopraddetto è riportata nella figura 2: i dati si riferiscono all’analisi delle informazioni raccolte su 12.323 soggetti. L’andamento dei consumi di sostanze stupefacenti (una o più volte negli ultimi 12 mesi) dal 2000 al 2011, denota una progressiva riduzione per tutte le sostanze indagate.
Per quanto riguarda la situazione mondiale, il nuovo WORLD DRUG REPORT(2010) [3] ha stimato che 208 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni assumono sostanze stupefacenti (4,8% della popolazione mondiale). La droga più diffusa nel mondo è la cannabis, con 166 milioni di consumatori (3,9% della popolazione), tanto che i suoi fruitori sono cresciuti costantemente dal 1997/98 al 2006/07. Seguono i consumatori di amfetamina e stimolanti sintetici (24,7 milioni, pari al 0,6% della popolazione) e i fruitori di cocaina (16 milioni, pari al 0,4%). Si stima inoltre che, sempre a livello mondiale, l’assunzione di sostanze stupefacenti faccia 20000 morti ogni anno.

Fig. 2 – Consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione generale 15-64 anni (almeno una volta negli ultimi 12 mesi) dal 2000 al 2010. Fonte: Elaborazione su dati IPSAD Italia 2000-2008, e dati SPS-ITA 2010-2011.

Oltre a riportare le percentuali riguardanti il consumo delle sostanze psicotrope, è importante anche precisare le intossicazioni acute e croniche da esse provocate e tutte le problematiche correlate alla loro assunzione.
In Italia, il termine droga è riferito solitamente a sostanze illegali ritenute responsabili delle tossicodipendenze. In realtà, numerosi farmaci legali possono dar luogo a dipendenze; l’uso di tali sostanze, se finalizzato alla ricerca di effetti euforizzanti e piacevoli, comporta dosi e vie di somministrazioni differenti da quelle terapeutiche. Altro fattore di rilievo è la frequenza di assunzione, perché può determinare nell’organismo un accumulo di sostanza e, di conseguenza, un sovradosaggio o una tolleranza. L’uso ripetuto della sostanza, se si instaura la dipendenza psicologica, può portare a una intossicazione cronica, cioè una malattia di lunga durata (mesi-anni). In questo caso la brusca sospensione dalla somministrazione dà luogo a crisi di astinenza psicologica e, solo per alcune droghe, a sindromi di astinenza fisica caratterizzate solitamente da disturbi di tipo opposto a quelli indotti inizialmente dalla sostanza.
La persistenza nel tempo della dipendenza psichica induce il paziente a far uso periodico della droga, anche in assenza di astinenza fisica. L’insieme dei problemi noto col termine di «tossicomania» dipende solo in parte dagli effetti diretti della sostanza, come l’intossicazione acuta o la sindrome d’astinenza. Le tossicomanie possono infatti cambiare notevolmente e rapidamente e possono avere conseguenze sia individuali, che sociali.

Fig. 3 – Uso mondiale delle droghe illegali. Fonte: World Drug Report 2010 (UNODC, United Nations Office on Drugs and Crime).

Sulla scorta di quanto detto, in tutto il mondo si sono organizzati interventi di riduzione del rischio con l’obbiettivo di prevenire alcune problematiche. Attualmente i principali pericoli correlati alle tossicomanie comprendono le malattie infettive, problemi psicologici e psichiatrici, patologie dolorose croniche, problemi sessuologici, da lavoro e da inattività [4]. Il mercato lecito degli stupefacenti è altresì regolamentato, a livello internazionale, da un organo di controllo: l’International Narcotics Control Board (INCB), istituito presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, con sede a Vienna, in applicazione delle Convenzioni internazionali recepite dagli Stati aderenti [6]. Conseguentemente, ogni paese, tra i quali anche l’Italia, è tenuto a stabilire e comunicare le quantità di stupefacenti e sostanze psicotrope che ogni anno possono essere immesse sul mercato, a rendicontare tutte le importazioni ed esportazioni avvenute in ogni singolo trimestre dell’anno e a comunicare il profilo reale dei consumi avutisi annualmente. A tal fine, si è reso necessario disporre di un sistema autorizzativo e di controllo, specificamente dedicato e con elevato grado di accuratezza. Si è quindi identificato nel Ministero della salute l’ente responsabile a tale scopo, che inoltre emana un decreto annuale, nel quale sono indicate le quantità di sostanze stupefacenti e psicotrope che possono essere annualmente fabbricate, sia per il consumo nazionale sia per l’esportazione, in conformità alle quote assegnate all’Italia dall’organo di controllo internazionale. Da quanto finora esposto, si evince che il fenomeno delle dipendenze è un fenomeno sociale di grande rilevanza e indubbiamente la cura non è di pertinenza esclusiva della medicina. A quest’ultima comunque compete un approccio preventivo e terapeutico proprio.

Bibliografia
[1] http://www.politicheantidroga.it, Sostanze psicoattive.
[2] Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, «Evoluzione del fenomeno delle droghe in Europa, Relazione Annuale 2011».
[3] United Nations Office on Drugs and Crime, «World Drug Report 2010», United Nations Publication, E.11.XI.10.
[4] Silvestrini B., «Tossicomanie: definizioni e classificazioni», Ann Ist Super Sanità 2002, 38(3), 211-215.
[5] International Narcotics Control Board, «Report 2010», United Nations Publication, 2011.

di G. Alberti e A.Gervasio (Dip.di Chimica, Università di Pavia) e  R. Patelli – (Laboratorio di Igiene e Sanità Pubblica, ASL Brescia)

 

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