Determinazione veloce e sensibile del contenuto proteico totale per analisi protomiche

Fotolia_15876678_XLLa determinazione del contenuto proteico totale è una pratica comune nell’ambito biochimico e biotecnologico, e le metodiche attualmente impiegate sono problematiche quando la quantità di campione disponibile è ridotta, come per esempio nel caso di campioni su cui eseguire studi proteomici e di biologia molecolare. Gaugaz e colleghi propongono per far fronte a tale esigenza analitica di basarsi sulla fluorescenza dei residui di triptofano nelle proteine per determinarne il contenuto in tessuti e digestati. Infatti, a detta degli autori, l’analisi spettrofluorimetrica del triptofano rappresenta una valida alternativa alle tecniche spettrometriche di massa o colorimetriche. Il saggio messo a punto dagli autori è compatibile coi normali reagenti impiegati in ambito biochimico (quali il sodio dodecilsolfato). Esso si basa sul fatto che il contenuto di triptofano è pressoché costante rispetto al totale di amminoacidi presenti nelle proteine, e addirittura è simile in tessuti cellulari murini e umani, rendendo così tale amminoacido una sorta di standard universale. Il test può essere eseguito sia sfruttando le cuvettes da fluorescenza con uno spettrofluorimetro standard sia utilizzando le piastre da 96 pozzetti di comune uso in ambito biologico accoppiate con un lettore idoneo a leggere le piastre stesse. Un grosso vantaggio rispetto ai metodi tradizionali è che il saggio non è distruttivo e il campione può essere recuperato al termine egli esperimenti.

Jacek R. Wiśniewski, Fabienne Z. Gaugaz, Fast and Sensitive Total Protein and Peptide Assays for Proteomic Analysis Journal of Ecology 103 (2): 386–396 (2015)

di D. Merli

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