Dispercezione temporale in seguito a eventi emotivi negativi

BrainstormingIl termine «ruminazione» indica, in psicologia, la presenza di pensieri intrusive e pervasivi. Sebbene sia una sensazione soggettiva comune a molti, può talora diventare talmente ricorrente da assumere connotati patologici e da inscriversi nella categoria sintomatica di un disturbo mentale. Fino a ora, le caratteristiche proprie di questa condizione erano poco note; i ricercatori guidati da Denson hanno però gettato luce sull’argomento, pubblicando i risultati ottenuti sulla rivista PLOS one. Stando alle loro ipotesi, una delle più comuni conseguenze della ruminazione è l’idea che gli eventi sgradevoli cui si ripensa così intensivamente siano avvenuti, parlando per metafora, «soltanto ieri», ossia da pochissimo tempo, anche se in realtà essi sono lontani nel tempo. In buona sostanza, il continuo pensare a tali eventi porta chi è propenso a ruminare i propri pensieri a credere che i fatti stessi siano avvenuti più recentemente di quanto non sia in realtà. L’approfondito studio ha permesso anche di descrive più o meno «quantitativamente» il fenomeno: infatti, rispetto a un evento emotivamente inerte, la distanza temporale di un evento traumatico o causa di sensi di colpa appare dimezzata rispetto alla reale scala temporale (esterna al soggetto). Insomma, sembra che la ruminazione rappresenti per chi ne è affetto un meccanismo critico che mantiene gli eventi negativi più prossimi nel cuore, nella mente e nel tempo.
Negative Emotional Events that People Ruminate about Feel Closer in Time. E. Siedlecka, M. M. Capper, T. F. Denson. PLOS one DOI: 10.1371/journal.pone.0118138 (2015)

di D.Merli

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