Ebola: quali prospettive?

Photo Credit: Dr. Frederick Murphy Content Providers(s): CDC/ Dr. Frederick A. Murphy

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L’epidemia di Ebola che sta attualmente imperversando in Africa è la peggiore che si ricordi nella storia di questo patogeno; a tale virulenza può aver contribuito (paradossalmente) una minor letalità del virus stesso, che non uccidendo più fulmineamente consente all’infetto di venire a contatto con un maggior numero di persone, diffondendo il contagio. Di conseguenza, lo sviluppo di nuovi vaccini e nuovi protocolli terapeutici si sta rivelando in questo momento impellente, sia per le dimensioni del contagio che per il rischio (remoto) che lo stesso si estenda anche ai Paesi Occidentali. D’altro canto, sembrano già esistere alcune possibili strategie terapeutiche e preventive; la possibilità che queste vengano impiegate in tempi brevi si scontra però con la legislazione sanitaria dei Paesi nei quali l’epidemia è in corso: non tutti infatti prevedono l’uso compassionevole di preparati non ancora testati sull’uomo in maniera estensiva, a differenza di quanto per esempio consente l’FDA in America. L’articolo pubblicato su Nature mette in evidenza questi e ulteriori elementi; non evidenzia però che la carente disponibilità economica dei Paesi Africani rappresenta spesso la vera ragione per cui c’è uno scarso o nullo interesse a sviluppare simili farmaci o vaccini.
S. Reardon. Ebola treatments caught in limbo. Nature, 511: 520 (2014)

di D. Merli

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