Espugnare la resistenza dei batteri agli antibiotici

pillIl fenomeno dell’antibiotico-resistenza dei batteri non è più una questione futuribile: essa sta infatti già prendendo piede con una velocità superiore alle aspettative e con un impatto significativo sulla salute umana. Il fenomeno è strettamente correlato con l’aumento della prescrizione degli antibiotici, che ha registrato per esempio un +6% fra il 2010 e il 2013 (il dato si riferisce all’Inghilterra, ma è facilmente estendibile agli altri Paesi Europei). Lo scenario di una era post-antibiotici in cui una polmonite o una ferita possono nuovamente mettere in pericolo di vita una persona non è dei più rassicuranti, eppure sembra che sia ciò verso cui stiamo andando. Ormai i batteri resistenti a più farmaci sono diventati quasi la norma, ed essi proliferano soprattutto in ambienti quali i nosocomi e le case di cura, ove paradossalmente sono presenti pazienti maggiormente suscettibili alle infezioni. Per questo, in Inghilterra si sta ricorrendo a nuove linee guida più restrittive per la prescrizione di antibatterici: viene per esempio incoraggiata la pratica dell’«osservazione vigile» del paziente che si rivolge al medico per un’infezione, cui segue la prescrizione di un antibiotico solo qualora la sintomatologia non si risolvesse nei tempi opportuni. Inoltre, sono messi a disposizione dei medici sistemi di controllo delle prescrizioni stesse, non volti alla punizione dei medici che ricorrono troppo spesso a questa classe di farmaci, ma progettati con l’intento di educare i medici a correggere i propri errori.
Antimicrobial espionage. Editorial. The Lancet 385 (9970): 746 (2015)

 

di D. Merli

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