Gli elettroni intrappolati in un nanotubo

Nel mondo della fisica esistono fenomeni esotici predetti dalla teoria che rimangono a lungo sfuggenti alla prova del banco di laboratorio: il cristallo di Wigner è tra questi. Ora un gruppo internazionale di ricercatori, tra i quali fisici dell’Istituto nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNRNano) di Modena, ha realizzato un esperimento che permettedi osservare e misurare con certezza una coppia di elettroni cristallizzatì all’interno di un nanotubo di carbonio. «Il cristallo di Wigner è uno stato della materia, teorizzato quasi ottanta anni fa da uno dei fondatori della meccanica quantistica, Eugene Wigner, che si realizza quando elettroni liberi di muoversi si dispongono nello spazio in posizioni precise a formare un reticolo cristallino, un po’ come se restassero congelati attorno a punti fissi– spiega Massimo Rontani di CNRNano. –Una condizione sorprendente, poiché di norma gli elettroni liberi costituiscono un fluido in grado di scorrere, che per esempio nei metalli dà luogo alla corrente elettrica, mentre quando sono cristallizzati, dal punto di vista elettrico, formano un isolante».
Finora le conferme sperimentali dell’esistenza del cristallo di Wigner erano state poche e non determinanti. «È uno stato estremamente fragile, nel quale è necessario che gli elettroni siano in un ambiente del tutto neutro e inerte– continua il ricercatore- una condizione difficile da ottenere per particelle cariche come gli elettroni, che risentono delle molte interazioni con la materia circostante. Ogni perturbazione impedisce la cristallizzazione e la sfida è trovare un sistema capace di isolare gli elettroni senza interferire con essi».
Nell’esperimento è stato usato un nanotubo di carbonio sospeso nel vuoto, mantenuto a temperature prossime allo zero assoluto. «Abbiamo osservato che elettroni liberi di muoversi all’interno si dispongono a formare un cristallo di Wigner– conclude Rontani. –Oltre a essere una delle rare evidenze sperimentali di questo fenomeno, lo studio mostra che i nanotubi sono un sistema in grado di garantire un estremo isolamento da perturbazioni esterne e al contempo facilmente manipolabile, perciò potrebbero essere candidati ideali per realizzare dispositivi nel campo della computazione quantistica».

(Fonte: CNR)

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