I metodi alternativi sono il futuro

Giuristi e scienziati uniti per stimolare l’Italia allo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale. L’Italia è ancora in tempo per salire su questo treno d’innovazione. Un messaggio ottimista quello lanciato durante il congresso sui metodi alternativi alla sperimentazione animale che si è tenuto il 26 gennaio presso l’aula multimediale del Rettorato dell’Università La Sapienza. Organizzato dai dipartimenti di Scienze politiche e Scienze biochimiche, il convegno ha visto tra gli altri le ricercatrici Susanna Penco e Barbara Parodi, l’avvocato Carla Campanaro, il direttore del “Center for Alternatives to animal testing USA” Thomas Hartung, Maria Vittoria Ferroni e Costanza Rovida.
Il congresso è nato per offrire alla platea un momento di spunto sulle norme che regolano il settore e sulle opportunità di ricerca e di finanziamenti in tema di alternative. Negli ultimi 10 anni, ha ricordato Hartung, tre grandi aree di sviluppo hanno fatto la differenza: creazione di mini-organi, studio globale delle risposte cellulari attraverso le tecnologie omics e l’analisi statistica di big-data.

di Caterina Lucchini

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