Identificati microRNA che inducono rigenerazione cardiaca

Specifiche sequenze di microRNA (miRNA), piccole molecole di RNA coinvolte nei meccanismi di regolazione dell’espressione dei geni, possono stimolare la divisione dei cardiomiociti, le cellule muscolari contrattili del cuore. La scoperta, che potrebbe in futuro avere ricadute terapeutiche, è frutto di un lavoro di collaborazione tra laboratorio di medicina molecolare dell’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Trieste, l’Università di Trieste e “Ospedali Riuniti” della stessa città, e l’Università di Würzburg, in Germania.

Nei mammiferi, l’ingrossamento del cuore durante lo sviluppo embrionale dipende essenzialmente dall’aumento del numero dei cardiomiociti ma, dopo la nascita, questi smettono di proliferare e l’ulteriore crescita del miocardio avviene attraverso l’ingrossamento ipertrofico dei cardiomiociti esistenti. Questa è la ragione per cui nei soggetti colpiti da infarto del miocardio la morte dei cardiomiociti produce un danno al tessuto cardiaco permanente e irreparabile.
I ricercatori di Trieste hanno però recentemente dimostrato che la somministrazione dall’esterno di specifici microRNAs (miRNA) stimola in modo marcato la proliferazione dei cardiomiociti e promuove la riparazione del danno cardiaco. Hanno effettuato uno screening funzionale high-throughput alla ricerca di miRNA umani that promuovessero la proliferazione dei cardiomiociti neonatali usando una libreria di miRNA “whole-genome”. I ricercatori hanno così identificato 40 molecole di microRNA che sono stati in grado di aumentare notevolmente la sintesi del DNA e il tasso di divisione dei cardiomiociti postnatali di ratto e di topo. Di questi 40 miRNA, ne sono stati selezionati due che sono stati impiegati in test in vivo sui topi: i due miRNA, inseriti in vettori usati nella terapia genica, sono riusciti a stimolare la proliferazione dei cardiomiociti in animali neonati e adulti, e hanno indotto una notevole rigenerazione cardiaca in topi che avevano subito un infarto del miocardio e un quasi totale recupero del parametri funzionali del cuore.
Il risultato, ottenuto su topi, apre interessanti prospettive nel campo della medicina rigenerativa, in particolare per soggetti colpiti da infarto, che subiscono un danno permanente al tessuto cardiaco conseguente alla perdita di cardiomiociti.

di Silvia Guenzi

 

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