Il contributo della microbiologia clinica per una sanità sostenibile

IMG_2064Nel solco del percorso iniziato con la presentazione delle “Linee di indirizzo per la riorganizzazione dei servizi di medicina di laboratorio nel Servizio Sanitario Nazionale”, l’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI) ha promosso un convegno dal titolo “Il futuro della microbiologia clinica nella riorganizzazione del servizio sanitario”, il 26 maggio scorso a Torino. Lo scopo dell’evento è stato quello di discutere i modelli organizzativi più efficaci ed economicamente sostenibili per la sanità. Il dottor Pierangelo Clerici, presidente dell’associazione, ha introdotto i lavori ricordando che la microbiologia clinica costituisce un settore fondamentale della medicina di laboratorio, il cui impatto complessivo nella spesa sanitaria nazionale è significativo, stimato in 3 miliardi euro, da qui la proposta di riorganizzazione dei laboratori secondo un approccio multilivello in cui il modello hub-spoke, a livello territoriale, consentirebbe un significativo risparmio e ottimizzazione del servizio. Nella prima sessione sono stati illustrati i sistemi adottati da alcuni ospedali di punta in Italia, quali il Policlinico di Milano, l’Ospedale di Treviso, l’Ospedale San Filippo Neri di Roma e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, per illustrare come sono state declinate le linee di indirizzo in diverse realtà. A parte le specificità di ognuna, ciò che è emerso è la necessità di un miglioramento continuo della qualità delle prestazioni del servizio, in termini di efficacia ed efficienza, ottimizzando i flussi di lavoro e riducendo i costi. Inoltre, la valorizzazione delle professionalità presenti in laboratorio e la formazione delle stesse, poiché microbiologia e virologia sono discipline peculiari, che richiedono una formazione specialistica dedicata e un approccio professionale specifico.

Dott. Pierangelo Clerici

Dott. Pierangelo Clerici

Nel corso della seconda sessione si è svolta una tavola rotonda tra i rappresentanti delle istituzioni, industria e medici microbiologi per affrontare il contributo che la collaborazione di queste categorie può apportare al sistema sanitario. L’emergere di nuovi scenari che le malattie infettive pongono, la necessità di innovazione continua da parte delle imprese e la diminuzione della capacità di spesa delle regioni, concorrono a delineare uno scenario in cui è auspicabile una sempre maggiore collaborazione ed integrazione tra le imprese più innovative ed i poli di eccellenza delle microbiologia italiana ma, secondo il dottor Fulvio Moirano, direttore generale sanità della Regione Piemonte, con “uno standard nazionale che ogni regione declina a modo suo, sia per il pubblico che per il privato, in modo da generare risorse da reinvestire”. Questa visione sinergica consentirebbe di ottenere una migliore allocazione delle risorse, garantendo sempre come primario l’intervento diagnostico sul paziente e, al tempo stesso, creando le migliori condizioni affinché il microbiologo possa operare ed esprimere al meglio la propria professionalità.

di Marco Colombini

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