Infezioni da Clamydia, Trichomonas e Neisseria, più elevate tra i giovani

"ChlamydiaTrachomatisEinschlusskörperchen" di User Marcus007 on de.wikipedia - Originally from de.wikipedia; description page is (was) hereThis media comes from the Centers for Disease Control and Prevention's Public Health Image Library (PHIL), with identification number #3802.Note: Not all PHIL images are public domain; be sure to check copyright status and credit authors and content providers.English | Slovenščina | +/−. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:ChlamydiaTrachomatisEinschlussk%C3%B6rperchen.jpg#/media/File:ChlamydiaTrachomatisEinschlussk%C3%B6rperchen.jpg

“ChlamydiaTrachomatisEinschlusskörperchen” di User Marcus007 on de.wikipedia – Originally from de.wikipedia; description page is (was) hereThis media comes from the Centers for Disease Control and Prevention’s Public Health Image Library (PHIL), with identification number #3802.Note: Not all PHIL images are public domain; be sure to check copyright status and credit authors and content providers.English | Slovenščina | +/−. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons –

Nelle fasce di popolazione più giovane, soprattutto di sesso femminile, sia italiani che immigrati, compresi casi di donne in gravidanza, si annidano le maggiori percentuali di batteri e virus trasmissibili sessualmente. La Chlamydia trachomatis con diffusione del 3,2% in Italia e con la prevalenza più elevata nella fascia 15-19 (8,2%). Fattori predisponenti risultano essere i partner multipli e l’abuso di alcool. Neisseria gonorrhoeae è presente 0,5% dei casi con prevalenza maggiore nei maschi. Il Trichomonas vaginalis risulta presente in percentuale dello 0,7% con prevalenza maggiore nelle donne. La pericolosità del fenomeno è anche data dalla frequente asintomaticità delle infezioni, di cui la persona infetta viene a conoscenza quando gli effetti critici per la salute si sono già attivati. Per fronteggiare questo pericolo strisciante occorre intervenire sia con campagne di sensibilizzazione della pubblica opinione sui rischi effettivi sia attraverso campagne di screening.
È questo l’auspicio che AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani) esprime alla luce dei risultati evidenziati dal secondo Sistema di sorveglianza sentinella delle IST, promosso in collaborazione dal Centro operativo Aids (COA) dell’Istituto superiore di sanità e il Gruppo di lavoro infezioni sessualmente trasmesse dell’Associazione microbiologi clinici italiani.
L’indagine, condotta dal 1 aprile 2009 al 31 dicembre 2013, è stata effettuata su un campione di 93.403 esami condotti in 134 laboratori di Microbiologia clinica dislocati sul territorio nazionale. La maggioranza delle richieste di esame è stata richiesta da medici di medicina generale e da ginecologi.
L’87,7% degli individui da cui sono stati prelevati i campioni erano donne, il restante 12,3% uomini. L’età media è di 35 anni, con 34 anni per le donne e 37 gli uomini. Il 15% degli individui testai sono risultati stranieri, di cui il 60,6% provenienti da altri Paesi europei, il 19% dall’Africa, l’11,2% dall’America e il 9,1% da Asia e Oceania.
Oltre alle percentuali di positività ricordate prima, un altro dato rilevante dell’indagine è quello dei soggetti asintomatici che rappresentano quasi il 50% della popolazione infetta. Questa percentuale è maggiore tra le donne rispetto agli uomini. Tra le donne la quota maggiore si registra tra i soggetti in stato di gravidanza, fatto che richiama l’importanza di eseguire il test per queste infezioni anche in stato di gravidanza, in modo da evitare complicanze che potrebbero colpire anche il nascituro. «Le malattie sessualmente trasmissibili rappresentano un problema ormai di rilevanza sociale vista la diffusione nella popolazione – commenta il dott. Pierangelo Clerici, presidente AMCLI -. La riduzione dell’attenzione sui possibili rischi di patologie di questo tipo, dovuta nel tempo al diluirsi dell’impatto mediatico dell’AIDS grazie alle terapie che oggi consentono al paziente non più di sopravvivere ma di vivere, ha fatto si che venissero abbandonati quei sistemi di prevenzione che negli anni erano cresciuti, come per esempio l’utilizzo del preservativo. A ciò ha fatto riscontro un incremento di patologie a trasmissione sessuale come quelle sostenute da C. trachomastis (soprattutto nella fascia d’età 15-25 anni), quelle sostenute da Neisseria gonorrhoeae e quella da Papilloma virus (HPV)».

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Laboratorio © 2017 Tutti i diritti riservati