La prospezione geofisica marina

Cosmo Carmisciano.

Condotta dal team dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) della sede di Porto Venere, in provincia di La Spezia, il cui referente e responsabile dell’Unità di Ricerca “Geofisica e Tecnologie Marine” è Cosmo Carmisciano, trova attuazione nell’ambito petrolifero, ma anche in quello archeologico ed ambientale.

Nato nel 1999, con l’obiettivo di raccogliere in un unico polo le principali realtà scientifiche nazionali nei settori della geofisica e della vulcanologia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) valorizza le competenze e le risorse di cinque istituti già operanti nell’ambito delle discipline geofisiche e vulcanologiche: l’Istituto Nazionale di Geofisica; l’Osservatorio Vesuviano; l’Istituto Internazionale di Vulcanologia; l’Istituto di Geochimica dei Fluidi; l’Istituto per la Ricerca sul Rischio Sismico. L’INGV coopera con numerose università e altre istituzioni di ricerca nazionali e internazionali ed è attualmente la più grande istituzione europea nel campo della geofisica e vulcanologia, e una delle più grandi nel mondo. La missione principale dell’INGV (le cui sedi principali si trovano a Roma, Milano, Bologna, Pisa, Napoli, Catania e Palermo) è il monitoraggio dei fenomeni geofisici nelle due componenti fluida e solida del nostro pianeta. All’Istituto è affidata la sorveglianza della sismicità dell’intero territorio nazionale e dell’attività dei vulcani italiani attraverso reti di strumentazione tecnologicamente avanzate, distribuite sul territorio nazionale o concentrate intorno ai vulcani attivi. Ma l’INGV è particolarmente attento anche alla diffusione della cultura scientifica attraverso pubblicazioni per le scuole, mostre dedicate alla geofisica, ai rischi naturali e ambientali, e pagine dedicate su Internet. È in questo contesto che opera Cosmo Carmisciano. Nato a Gaeta nel 1956 (LT), una laurea in Scienze dell’Informazione conseguita all’Università di Pisa, è il referente  della sede di Porto Venere dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dove è responsabile dell’Unità di Ricerca “Geofisica e Tecnologie Marine”.

Dottor Carmisciano, in quale ambito opera l’Unità “Geofisica e Tecnologie Marine”? 
Il team INGV della sede di Porto Venere svolge il suo primario lavoro su un tema strategico trasversale di ricerca denominato “Gravimetria, Magnetismo ed Elettromagnetismo in aree attive” sia sotto il profilo sismologico che vulcanico. Infatti, la caratterizzazione dei segnali gravimetrici, magnetici ed elettromagnetici, può essere un utile strumento sia per migliorare il monitoraggio dei vulcani attivi e delle aree sismogenetiche che per approfondire la comprensione dei meccanismi che li producono. Molto intensa è in questi anni l’attività di studio condotta in queste aree come ad esempio nel Golfo di Napoli, sui vulcani sottomarini del Mar Tirreno (Marsili, Palinuro, Vavilov, Vercelli, ecc.), nelle Isole Eolie ed arco eoliano, nell’area etnea ed altre ancora. L’Unità di Porto Venere riesce a portare avanti queste impegnative attività grazie a preziose collaborazioni con enti che dispongono di tecnologie e navi da ricerca quali l’Istituto Idrografico della Marina ed il CNR. Tali attività rientrano, in parte, nel quadro delle collaborazioni sotto il Coordinamento Nazionale perla Geofisica Marina(CONAGEM). A caratterizzare l’intensa attività di ‘ricerca applicata’ che si svolge presso l’INGV di Porto Venere è la ‘prospezione geofisica per fini petroliferi’ condotta con eni SpA sia in aree onshore che offshore. Infatti esistono specifici accordi di collaborazione tecnico-scientifici fra INGV ed eni e l’attività si esplica sia attraverso comuni programmi di ricerca che attraverso specifici contratti di servizio, molti dei quali coinvolgono direttamente proprio l’Unità Geofisica e Tecnologie Marine.

Quali altre applicazioni trova questa particolare attività? 
Le particolari conoscenze acquisite dal team di Porto Venere nel campo della prospezione geofisica marina vengono applicate in diversi contesti di ricerca ambientale, attraverso studi applicati alle bonifiche (ad esempio ordigni, mine, manufatti ferromagnetici, ecc.), alla caratterizzazione di siti per fini ambientali ed archeologici e alla protezione dei porti. In questo settore esiste una fattiva collaborazione sia con il centro NURC della NATO che conla Marina Militare. L’attività di ‘ricerca tecnologica’ viene condotta attraverso la partecipazione a progetti nazionali ed internazionali oltre alla creazione di un “laboratorio di strumentazione geofisica marina” che ha portato nei laboratori dell’INGV di Porto Venere la presenza di strumentazione di grande valore scientifico (magnetometri e gravimetri).  Molto importante, in quest’ambito, è sia la collaborazione pluriennale con Tecnomare (società del gruppo ENI) che con l’Unità RIDGE di INGV, leader scientifico europeo nel campo degli osservatori multidisciplinari marini per alte profondità; inoltre, le collaborazioni si sono estese in questi anni anche a vari gruppi dell’INGV dislocati nelle diverse sedi nazionali, ma anche ad altri gruppi afferenti ad Enti pubblici di Ricerca che svolgono analoghe attività di ricerca tecnologica (INAF, INRIM, CNR, ecc). INGV è anche socio del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine (DLTM) con sede alla Spezia e, all’interno di questo ambito, l’Unità di Porto Venere è impegnato nel Comitato Tecnico Scientifico e in numerosi progetti di ricerca.

Di recente, nella sede portovenerina, è stato avviato un ulteriore filone di studio, l’Oceanografia: con quali finalità? 
Si tratta di attività che si svolgono in cooperazione con il Gruppo Nazionale di Oceanografia Operativa (GNOO),  in particolare quelle sui sistemi di monitoraggio e data distribution. All’interno di questo filone, oltre alle ricerche in partnership con l’Università di Genova ed il CNR (ad es. nel Parco di Portofino, nell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre e del Parco Regionale di Portovenere ed a Bonassola), nasce il sostegno all’HOS (the Historical Oceanography Society) che ha sede proprio presso la struttura di Porto Venere e che persegue la promozione, la divulgazione e la valorizzazione della conoscenza della storia dell’oceanografia nella consapevolezza che essa rappresenti una parte importante e significativa nell’avanzamento della scienza e della tecnologia marina.

Grande attenzione è data anche alla comunicazione… 
Sì, l’attività della sede di Porto Venere non si caratterizza solo per la ricerca scientifica e tecnologica, ma anche per la continua attenzione rivolta alla divulgazione, all’alta formazione e alla promozione di iniziative culturali sul territorio. Esempi significativi: la nascita, presso la sede, di una biblioteca scientifica elettronica, aperta al pubblico, dove è possibile consultare un totale di 3000 riviste su varie discipline e circa 250 specifiche per il settore geofisico-geologico; la promozione di iniziative culturali quali il ‘Festival della Scienza’, SeaFuture,la ‘Festadella Marineria’ ed alcuni progetti per l’educazione ai rischi naturali; l’apertura di un info-point scientifico a Bonassola in collaborazione con il CNR e ancora, in collaborazione con il Comune di Porto Venere e l’omonimo Parco regionale, la stazione sismica (e relativo punto informativo) sull’Isola Palmaria. Inoltre, INGV di Porto Venere ha finanziato borse di studio per giovani studiosi con l’intento di accompagnarli in un percorso di alta formazione o dottorato di ricerca, in collaborazione con diverse università italiane (es. Pisa, Genova, Bologna, ecc.).

di P. Altea

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Laboratorio © 2017 Tutti i diritti riservati