L’acquisizione di pluripotenza innescata da stimolo sotto inchiesta

4086Dal Giappone dopo le iPS, arriva la metodica STAP (Stimulus-Triggered Acquisition of Pluripotency), sulla carta una sensazionale scoperta figlia di una giovane ricercatrice giapponese, Hakuro Obokata, per cui cellule somatiche adulte sarebbero in grado di de-differenziare in cellule staminali pluripotenti se sottoposte a stress in ambiente acido, ma nella realtà sotto la lente d’ingrandimento per alcuni dati pubblicati poco chiari. I due papers che presentano l’indagine alla comunità scientifica vengono pubblicati a gennaio ca sulla rivista britannica Nature. Tra febbraio e marzo, però, vengono mosse una serie di critiche al lavoro e sulla veridicità dei dati pubblicati, e la questione è a oggi ancora in essere.
L’acquisizione di pluripotenza innescata da stimolo, così tradotta in italiano, sarebbe stata dimostrata a partire da cellule T prelevate dalla milza di topi C57BL/6 di una settimana portatori del gene Oct4/GFP. In seguito a incubazione per 30 minuti a pH acido, la ricercatrice avrebbe dimostrato che il 25% delle cellule sopravvivono allo stress e di queste il 30% dopo 7 giorni di coltura in LIF+B27 presenta caratteristiche di staminalità. Attraverso studi in vivo, l’inoculazione di queste cellule marcate nelle blastocisti di topo ha evidenziato la capacità delle stesse di popolare l’intero nuovo organismo, oltre alla capacità di dare origine anche a tessuti extraembrionali, come la placenta. Una scoperta sensazionale, dunque, che però ha visto delle accuse da parte di alcuni importanti esponenti della comunità scientifica e che ha spinto la rivista Nature e il centro RIKEN ad andare più a fondo sulla questione. Le indagini hanno fatto emergere sei criticità, due delle quali ritenute «minori». Tra le accuse mosse si parla di modificazione e duplicazione di immagini, parte di testo copiato da altre fonti e scarse informazioni sul protocollo. Oltre alle problematiche sulle immagini del paper, il fatto più importante da un punto di vista scientifico è la difficoltà riscontrata da molti ricercatori di prestigio del mondo di replicare gli esperimenti della Obokata. Ricercatori indipendenti al RIKEN stanno ora eseguendo delle prove, e sono anche sotto analisi le cellule che la Obokata avrebbe mandato a Teruhiko Wakayama, specialista in clonazione alla Yamanashi University giapponese, per la creazione dei topi chimerici. «What did I inject in those blastocyst? That is what I want to know», ha detto lo scienziato che ha provveduto a inviare a Istituti indipendenti di genetica le cellule per vedere cosa esse siano in realtà. Si è parlato anche di ritirare gli articoli, ma solo se ci sarà certezza che i dati pubblicati non sono corretti.

Bibliografia
-Obokata H, Sasai Y, Niwa H, Kadota M, Andrabi M, Takata N, Tokoro M, Terashita Y, Yonemura S, Vacanti CA, Wakayama T. Bidirectional developmental potential in reprogrammed cells with acquired pluripotency. Nature. 2014 Jan 30;505(7485):676-80.
-Obokata H, Wakayama T, Sasai Y, Kojima K, Vacanti MP, Niwa H, Yamato M, Vacanti CA. Stimulus-triggered fate conversion of somatic cells into pluripotency. Nature. 2014 Jan 30;505(7485):641-7.

di C.Lucchini, BSc embriologa

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