Le possibilità che H2020 offre alle PMI

??????????????????Il rapporto tra Università e impresa è difficile da vivere anche per le PMI, che spesso non trovano interlocutori per ricerca e sviluppo e che faticano ancora più a entrare nelle dinamiche collaborative internazionali. E proprio per questo, le delegazioni italiane hanno fatto di tutto per riuscire a dare ancora più importanza alle PMI in H2020. L’Unione Europea è infatti consapevole che le PMI sono un vero bacino di innovazione e possono diventare una delle spinte più forti per aumentare la competitività europea e rilanciare la nostra economia. Lo abbiamo chiesto a Donata Medaglini, docente all’Università di Siena e delegato italiano in H2020 nell’ambito del Comitato del Programma specifico per il tema «Nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazioni e trasformazioni avanzate».

Quali sono le opportunità offerte da Horizon 2020 alle PMI?
Una delle peculiarità di H2020 è l’attenzione alla promozione della ricerca e dell’innovazione, con l’obiettivo di andare a colmare le lacune esistenti nel processo di trasferimento tecnologico e riuscire a portare i risultati della ricerca concretamente verso il mercato. Che la spendibilità sul mercato sia un fattore fondamentale per gli esiti della ricerca è dimostrato dal fatto che in H2020 sia stato introdotto l’utilizzo dell’»Indice di Prontezza Tecnologica» (Technology Readiness Level), ovviamente tanto più elevato quanto è più vicina la fase dimostrativa o di produzione. Dovendosi confrontare con il contesto attuale, a un grande programma di ricerca europeo non poteva quindi mancare una grande attenzione alle PMI. Tutte le delegazioni italiane in particolare si sono battute al momento della strutturazione del programma proprio perché fossero massimizzate le opportunità per le PMI.

Circa il 20% del budget totale di H2020 è dedicato a queste imprese. Quali sono le modalità con le quali le imprese possono intervenire?
Il Programma Horizon 2020 offre due modalità di accesso alle PMI: partecipando a progetti collaborativi; partecipando allo «SME Innovation Instrument. Questa seconda modalità è una novità assoluta, introdotta con H2020 il cui budget è allocato nei pilastri «leadership industriale» e «sfide per la società». Tramite questa misura, H2020 dedicherà il 7% del budget allo sviluppo di progetti di ricerca e innovazione per le piccole e medie imprese. Ogni PMI può partecipare accedendo, in base al tipo di progetto o di idea, a una delle tre fasi che coprono l’intero ciclo previsto per loro (dalla valutazione della fattibilità tecnico-commerciale dell’idea fino alla fase della commercializzazione).

Quali sono le fasi che compongono il ciclo previsto per le PMI?
Come accennato sopra, le fasi sono tre. Nello specifico:
– Fase I – «Proof-of-concept»: analisi della fattibilità tecnico-scientifica e del potenziale commerciale dell’idea progettuale fino alla redazione del business plan con un contributo di € 50.000.
– Fase II – Sviluppo e Dimostrazione: rappresenta il progetto di realizzazione e sviluppo di nuovi prodotti, servizi o tecnologie innovative, con un contributo di € 0,5 – 2,5 milioni per progetto
– Fase III – Commercializzazione: volta a supportare la messa sul mercato di quanto sviluppato in Fase II
Per facilitare l’ingresso delle PMI è prevista la possibilità di presentare le proposte per i bandi a loro dedicati in più scadenze nel corso dell’anno. L’Italia ha risposto prontamente alla prima call dedicata alle PMI tanto che oltre il 16% delle proposte pervenute entro la scadenza di giugno, sono italiane.

Ma come fare se si è alle prime armi per riuscire a vincere un bando?
Per riuscire a presentare un progetto vincente occorre sicuramente un grande lavoro, ma anche è importante capire i meccanismi che costituiscono la filosofia dei progetti europei. Per questo è fondamentale relazionarsi con altri gruppi, allargare la rete di conoscenze tra PMI e laboratori pubblici o privati. È infatti attraverso l’allargamento delle relazioni che nascono e crescono le idee. Il nostro lavoro è teso a sostenere nei Comitati di Programma per H2020 i temi di ricerca in cui la partecipazione italiana può avere più successo e a promuovere la diffusione d’informazione nel nostro paese per la creazione di reti che sappiano a loro volta ampliare la visione dei gruppi, stimolando un modo di agire valido e vincente nel settore della progettazione. D’altro canto, però, occorre tener conto che la cultura dei progetti collaborativi ha bisogno di tempo per essere assimilata e trasformarsi in consueto approccio nell’ambito della ricerca e della produzione. In questo senso alle PMI italiane viene chiesta sicuramente un’accelerazione dei processi che richiede un ulteriore gravoso sforzo in un momento non facile, ma che può tuttavia rappresentare un fattore determinante di ripresa.

di S. Somaré

 

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