L’industria chimica nel mondo

La chimica mondiale si conferma in crescita nella prima parte del 2013 (+3,4% in volume nel primo trimestre), ma non mostra chiari segnali di rafforzamento rispetto a un 2012 complessivamente sottotono (+ 3% circa della produzione rispetto a una media annua nel periodo 2000-2011 pari al 4%). In contrasto con le attese di stabilizzazione, che prevalevano sul finire dello scorso anno, non si arresta il calo della produzione chimica europea: dopo il -1,5% del 2012, il primo quadrimestre del 2013 segna un ulteriore arretramento, pari al 2,5%, e le attese di produzione rimangono in territorio negativo. L’attività produttiva si colloca complessivamente su livelli del 6% inferiori al 2007, ossia precedenti all’inizio della Grande Recessione. La debolezza della chimica coinvolge tutta Europa, ma con intensità fortemente diversificate (dal -1,4% della Germania al -7,2% della Spagna) in relazione all’entità della caduta della domanda interna. La recessione europea, appesantita da un clima di incertezza che rende gli acquisti di prodotti chimici molto cauti, tende a frenare anche le altre aree del mondo. Segnali di rallentamento provengono anche dalla Cina, dove al deterioramento della congiuntura internazionale si accompagna il raffreddamento nel settore immobiliare e negli investimenti. Negli USA l’espansione della produzione chimica rimane robusta (+3,7% nel primo quadrimestre dopo il +3% del 2012), trainata dalla ripartenza delle costruzioni e, più in generale, dalla ripresa della domanda interna, anche se il profilo nei mesi più recenti tende ad appiattirsi.

(Fonte: Federchimica)

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