Mercurio ed effetti sull’uomo

Il mercurio ha un’alta affinità per i gruppi solfidrici, inattivando numerose reazioni enzimatiche, aminoacidi e sistemi antiossidanti contenente zolfo: N-acetil-cisteina (NAC), acido alfa-lipoico (ALA) e il glutatione (GSH) diminuendo la difesa ossidante e aumentando lo stress ossidativo. Si lega alle metallotionine e si sostituisce allo zinco, rame e altri metalli in tracce, riducendo l’efficacia dei metallo-enzimi. Induce anche la disfunzione mitocondriale con una riduzione in ATP, defezione di glutatione, e una maggiore perossidazione lipidica. Sono comuni, in particolare con il mercurio, uno stress ossidativo e una diminuzione della difesa ossidativa. Questo metallo diminuisce l’effetto protettivo del pesce e degli acidi grassi omega-3. Inattiva la catecolamine-0-metil-transferasi, con aumento dell’adrenalina sierica e urinaria, la noradrenalina e la dopamina. Questo effetto aumenterà la pressione sanguigna (BP) e può essere un indizio clinico per la sua tossicità. Devono essere fatti test specifici per la tossicità acuta e cronica a carico di tutto il corpo utilizzando i capelli, le unghie, urine e nel siero. La misura delle urine delle 24 ore deve essere effettuata su entrambi i campioni base e provocati.

di P.Ponzo- biologa molecolare

 

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