Miti e verità sulle creme a base di cellule staminali vegetali

Non sempre le informazioni vengono fornite ai consumatori sono veritiere. È un peccato perché in alcuni casi, e questo è uno di quelli, l’argomento avrebbe dei reali vantaggi e dei punti di forza. Che le cellule staminali vegetali possano riparare, ricostruire o sostituire le cellule staminali epidermiche del nostro corpo non ha alcun fondamento scientifico. Vegetali e animali hanno caratteristiche diverse. Ma che non servano a nulla, è falso anche questo. La disponibilità di estratti vegetali con note proprietà antiinfiammatorie, tonificanti, etc, è spesso limitata e dipendente da molti fattori esterni. Le biotecnologie accoppiate alla produzione su larga scala delle cellule staminali vegetali, ricche di sostanze utili e capaci di proliferare indefinitamente, possono invece permettere di ottenere sempre, in maniera più controllata sia in termini di sicurezza che di titolazione, ciò che ci interessa.
I benefici di molti estratti di piante sono noti, tuttavia l’impiego di piante o parte di esse ha due limiti principali:
1) La disponibilità, che può essere limitata a causa di cicli stagionali, disponibilità di siti di stockaggio, delicatezza delle coltivazioni, ecc.
2) La qualità, che può essere non costante per motivi stagionali, diversi metodi di coltivazione, differenze geografiche, inquinamento, ecc.

Questi due limiti complicano l’applicazione cosmetica di alcune piante. In questa ottica, una alternativa è l’impiego di tecniche biotecnologiche per la coltivazione di colture cellulari vegetali. Con questo approccio, si può ovviare al problema delle stagioni, della limitata reperibilità delle risorse, diminuendo le differenze qualitative tra coltivazioni diverse. Inoltre, è noto che colture di cellule vegetali sono in grado di produrre alte concentrazioni di specifici metaboliti (antiossidanti o proteine) se suscitate da fattori stimolanti come i raggi UV, sostanze tossiche o l’acido jasmonico. Questo fenomeno permette di ottenere concentrazioni più altre di determinati fattori. Per esempio la produzione di taxolo può essere incrementata da 350 mg per albero a 300 mg/l con le colture cellulari. Le biotecnologie permettono di sviluppare in ambiente sterile colture di cellule vegetali. Questo consente una produzione di quantitativi elevati sufficienti a impieghi su larga scala senza sfruttamenti sconsiderati delle risorse naturali e permettendo di non alterare la biodiversità vegetale. Le biotecnologie applicate al campo della cosmetica, per essere vincenti, devono garantire una produzione su vasta scala che sia sostenibile, flessibile in base alle richieste del mercato, a basso impatto ambientale e affidabile. Inoltre, la coltura di cellule vegetali in laboratorio elimina le differenze in termini di qualità del prodotto, garantendo standardizzazione del processo. Ciò permette di superare i problemi legati alla stagionalità e alla variabilità delle condizioni meteorologiche, esclude il pericolo di presenza – negli estratti delle piante – di sostanze contaminanti quali pesticidi, erbicidi, micotossine, metalli pesanti o altri inquinanti, abitualmente presenti nelle colture in campo aperto, garantisce la lavorazione delle colture cellulari in ambienti sterili e di massima sicurezza biologica e permette di ottenere un titolo elevato fino al 95%, rispetto al 3-10% con altro metodo. Il processo biotecnologico di laboratorio che permette ciò prevede tre step successivi:
1) produzione di una sospensione cellulare;
2) scaling up e produzione della biomassa;
3) down streaming della biomassa.

Le cellule staminali vegetali sono cellule non ancora differenziate e quindi sono particolarmente interessanti perché si replicano senza mai invecchiare, possono trasformarsi e generare nuovi tessuti o ripararli se danneggiati dall’invecchiamento o da fattori esterni. Non ci sono studi scientifici che abbiano stabilito che l’impiego di cellule staminali vegetali in cosmesi permetta la proliferazione delle cellule staminali umane presenti per esempio nei bulbi piliferi, né ci sono studi scientifici che dimostrano una sorprendente capacità di ringiovanimento della pelle, ma questo non significa che non apportino dei vantaggi o dei miglioramenti. Come altri prodotti, anche quelli a base di estratti di cellule staminali vegetali, sono principalmente nutrienti e riparatori. Pur essendo diverse da quelle animali, le cellule staminali vegetali hanno alcuni elementi di somiglianza, che sono attualmente in corso di studio per il potenziale che ciò potrebbe nascondere. Diverse proteine sono tra vegetali e animali fortemente conservate. Queste principalmente interagiscono con nucleotidi, controllano lo sviluppo degli organi e il mantenimento delle caratteristiche di staminalità e tumorigenesi attraverso il controllo dell’espressione di alcuni geni. È stato anche visto che le cellule vegetali staminali sembrano contenere fattori epigenetici similari alle cellule staminali umane, fenomeno che potrebbe permette uno scambio di fattori importanti per mantenere una corretta modulazione epigenetica in cellule umane in seguito all’applicazione di staminali vegetali. Un’altra informazione che attira l’attenzione verso un impiego non di un singolo estratto delle cellule staminali vegetali ma dell’intero lisato, è che esse contengono una complessa matrice di ingredienti come sali, acidi, fenoli, zuccheri, lipidi che nel loro insieme potrebbero contribuire a fornire un effetto benefico.

di C.Lucchini

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