Modelli animali e Alzheimer: errori storici e un possibile percorso per il futuro

Fotolia_22818675_Lll Morbo di Alzheimer (MA) è una condizione medica e finanziariamente travolgente con tassi di incidenza che si prevede triplicheranno entro il 2050 con un costo previsto di più di 1 trilione di dollari. Nonostante decenni di ricerca mediante l’uso di modelli animali, la malattia rimane non completamente compresa e con poche opzioni di trattamento. Questa recensione riassume gli sforzi di ricerca storici e attuali, con l’accento sulla disparità tra studi preclinici su animali e la realtà della malattia quando presente nell’uomo. Ad oggi infatti nessun modello animale ha mostrato sia i sintomi neuropatologici sia quelli comportamentali che caratterizzano il MA nell’uomo: ciò è dovuto alle differenze intrinseche tra modelli animali e la malattia umana. Alla luce di questo i ricercatori dovrebbero approfittare degli studi effettuati post-mortem, dei campioni prelevati da pazienti umani, delle biobanche di tessuti e dei progressi fatti con la tecnologia delle cellule staminali pluripotenti indotte. Queste risorse scientifiche di base, combinate con studi epidemiologici, con la ricerca basata sull’osservazione di pazienti affetti da MA e con le sperimentazioni cliniche, consentiranno ai ricercatori di avere accesso a dati che sono direttamente rilevanti per il MA nell’ uomo. L’attuazione di queste alternative insieme allo studio di altri fattori quali per esempio lo stile di vita, può accelerare lo sviluppo di strategie di miglioramento per prevenire, individuare, migliorare, e possibilmente curare questa malattia devastante
Sarah E. Cavanaugh, John J. Pippin and Neal D. Barnard, http://dx.doi.org/10.14573/altex.1310071

di S. Lazzari

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