Nanotecnologie per diagnosi a distanza

Si chiama “DNA on Disk” il progetto di ricerca condotto da un gruppo di aziende e istituti scientifici, tra cui le italiane Clonit e Fleming Research. Tra gli obiettivi, analizzare piccolissimi quantitativi di sangue, anche meno di una goccia, posati su un microchip e inviare i dati a laboratori specializzati anche a grande distanza. Lo studio, ammesso al finanziamento da parte del ministero della ricerca per il triennio 2013-2015, è coordinato da St Microelectronics. Vi collaborano anche la Fondazione San Raffaele, l’Istituto di scienze neurologiche del CNR, il Laboratorio nazionale Consorzio Interuniversitario per le biotecnologie, UNIMITT (Centro per l’innovazione e il trasferimento tecnologico, che fa capo all’Università di Milano) e Hsg-Imit, istituto tedesco di ricerca specializzato nel settore della “centrifugalmicrofluidics”.

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