Nel sangue i segni precoci del tumore al polmone

GruppoSozziLabAnalizzando i microRNA presenti nel sangue è possibile individuare il tumore del polmone fino a due anni prima della diagnosi ottenuta attraverso la TAC spirale, riducendo altresì la percentuale di falsi positivi. È quanto hanno scoperto i ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori guidati da Gabriella Sozzi, Direttore della Struttura Complessa di Genetica Tumorale dell’INT.  Il risultato dello studio, che apre nuove frontiere nella diagnosi precoce del tumore al polmone, è stato pubblicato lo scorso gennaio sul Journal of Clinical Oncology. Il lavoro è frutto della collaborazione tra l’Unità di Genomica Tumorale, l’Unità di Chirurgia Toracica e di Radiologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dell’Unità di Radiologia dell’Università di Parma e del gruppo di Carlo la Vecchia dell’IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Si tratta di uno studio finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) nell’ambito sia di Investigator Grants assegnati a Gabriella Sozzi, Ugo Pastorino e Carlo La Vecchia, sia del progetto Speciale «Innovative tools for cancer risk assessment and early diagnosis» 5X1000 AIRC, finanziato anche dal Ministero Italiano della Salute e da GENSIGNIA, società londinese privata per lo studio di test diagnostici molecolari che quest’anno lancerà il test negli Stati Uniti. Negli USA i forti fumatori, quelli più esposti al rischio di contrarre un tumore al polmone, sono circa 19 milioni, circa 1,1 miliardi nel mondo. Di qui la rilevanza di questa nuova procedura diagnostica non invasiva che, attraverso l’analisi dei 24 microRNA circolanti nel sangue dei fumatori, consente di migliorare l’identificazione precoce del tumore al polmone, come spiega Gabriella Sozzi, biologa, Direttore della Struttura Complessa di Genetica Tumorale dell’INT di Milano.

Dottoressa Sozzi, come siete giunti a elaborare questo nuovo test?
Questo risultato è il frutto di un lungo lavoro iniziato almeno 10 anni fa, quando con il mio gruppo incominciai a occuparmi di biomarcatori sul DNA circolante, sulle mutazioni e sulle alterazioni epigenetiche

Si tratta di un risultato ottenuto anche grazie alla collaborazione di diverse realtà…
Sì, di diverse realtà, ma anche di un gruppo di ricercatori molto motivati che si sono avvicendati nel tempo, perché in Italia fare ricerca è difficile, trattenere i giovani a fare questo mestiere è sempre più complicato, non avendo la possibilità di offrire loro né una progressione di carriera, né garanzie per il futuro. Basti pensare che nella mia squadra, su 14 persone, solo 4, me compresa, sono di ruolo: le altre lavorano grazie a borse di studio, a contratti di collaborazione professionale, a finanziamenti dell’AIRC, il nostro maggior sponsor senza il quale non avremmo potuto fare nulla, ma anche grazie alla Comunità Europea e al nostro Ministero della Salute.

Qual è il vero significato di questa ricerca?
Quello di esser risusciti a identificare un modo per essere più precisi nella diagnosi precoce del tumore al polmone. La TAC spirale, infatti, offre sì grandi vantaggi, perché è una metodica molto sensibile, tuttavia, essendo poco specifica, evidenzia noduli anche molto piccoli ma dal significa incerto, tanto che nel 96% dei casi si tratta di falsi postivi. Il nostro test molecolare, invece, a bassa invasività, analizzando i livelli di 24 microRNA circolanti nel sangue dei fumatori, è in grado di identificare la presenza del cancro polmonare in modo più preciso e precoce.

Gabriella Sozzi.

Gabriella Sozzi.

Quale sarà il prossimo passo?
Dopo l’analisi retrospettiva, quella che ha permesso di giungere a questo risultato, ora stiamo conducendo uno studio, attraverso il progetto che si chiama bioMild (www.biomild.org), per la validazione prospettica del test, mediante l’osservazione di oltre 4mila volontari, di cui mille già arruolati. È la prima volta che andiamo a valutare un biomarcatore nella pratica clinica corrente: in pratica mettiamo a confronto i dati del test con quelli della TAC spirale e in base ai risultati decidiamo a quali esami sottoporre il paziente e con che cadenza, riducendo così al minimo indispensabile le procedure radiologiche, costose, ma anche potenzialmente pericolose per il paziente. Insieme a GENSINIA, che ha preso in licenza il nostro brevetto, stiamo attuando le procedure per la commercializzazione del test negli Stati Uniti, Paese la cui legislazione è meno rigida di quella europea. Tuttavia, quando avremo raccolto ulteriori dati, è nostra intenzione portare questo test anche in Italia.

In futuro, quali altre indicazioni si potranno trarre dal sangue?
Molte, perché in questo straordinario fluido biologico si concentrano diverse informazioni sullo stato di salute dell’individuo, ma anche sui segnali che l’organismo sotto attacco genera e mette in circolo. Nel nostro caso abbiamo osservato che sono tre i componenti in gioco: l’ospite, il microambiente dell’organo, quindi i polmoni e il tumore, in fase iniziale o più avanzata, componenti che insieme forniscono informazioni importanti. Anche per un altro tumore killer, quello del pancreas, che purtroppo si diagnostica in maniera tardiva, si stanno cercando segnali nel sangue: quella di considerare anche il sangue e non più solo il tessuto è ormai la nuova tendenza nel campo della ricerca diagnostica.

I test molecolari, a suo avviso, saranno sostenibili dal punto di vista economico?
Si tratta di test certamente costosi che tuttavia, una volta ottimizzati, saranno economicamente più accessibili. Inoltre, non dimentichiamoci che oggi la comunità scientifica dibatte molto sulla prevenzione e sulla necessità o meno di sottoporre una certa popolazione a screening diagnostici, per esempio attraverso la mammografia o la TAC spirale. Il nostro, come altri test che nasceranno in futuro, potrà aiutare il clinico nella selezione delle persone più a rischio, quelle su cui concentrarsi per eseguire gli esami più costosi e questo non solo sarà sostenibile, ma consentirà un notevole risparmio di risorse, oltre che una diagnosi più puntuale e tempestiva.

I microRNA
I microRNA sono piccole molecole non codificanti di acido ribonucleico (RNA) che hanno la capacità di modulare l’espressione genica e risultano essere espresse in maniera aberrante nei tumori. I microRNA sono molecole tessuto e malattia-specifiche rilasciate attivamente dalle cellule tumorali e dal loro microambiente nel sistema circolatorio associate a proteine o incapsulate in microvescicole che li proteggono dalla degradazione. I microRNA circolanti sono quindi stabili e facilmente quantificabili nei fluidi biologici quale il plasma sanguigno.

IL TUMORE AL POLMONE
Secondo l’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro, il tumore al polmone è la più comune forma di cancro a livello mondiale e si stima che in questo secolo circa un miliardo di persone nel mondo morirà a causa del fumo. Secondo la Società Americana sul Cancro, il tumore al polmone è di gran lunga il più letale, sebbene non sia il più comune tipo di cancro. La mortalità per il tumore del polmone supera quella cumulativa causata dai tumori al colon-retto, al seno e alla prostata. L’elevata mortalità del cancro polmonare può essere attribuita alla comparsa di sintomi clinici solo negli stadi avanzati della malattia quando le possibilità di cura sono molto ridotte. Spesso i sintomi del cancro al polmone sono erroneamente associati ad altre cause tra cui le infezioni o le conseguenze di anni di fumo, portando a un ritardo nella diagnosi del tumore.

di P. Altea

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