Nuove metodologie per le Scienze Forensi: la spettroscopia Raman nella rilevazione di tracce ematiche

LAB_2014_007_sitoGALINETTOLe attività nell’ambito delle Scienze forensi dell’Università di Pavia sono state oggetto di un Workshop internazionale dal titolo “Improving the death scene investigation: advanced multidisciplinary approaches and their use in court” con la partecipazione del Direttore del Servizio di Polizia Scientifica e dei Direttori dei Reparti Speciali della Polizia di Stato e del Comandante del Racis che è stata espressione dell’importanza dell’approccio interdisciplinare alle tematiche forensi e della consolidata collaborazione tra i differenti attori. In tal senso va sottolineata la nascita di una piattaforma universitaria interdipartimentale che si occupa di Scienze Forensi (FIND – Forensic Interdisciplinary Networking Domain) aperta al contributo di molti attori esterni.
Alla base di questo progetto vi è la condivisa convinzione che l’unico modo di rendere le investigazioni scientifiche davvero probanti ai fini giudiziali sia la continua collaborazione tra enti differenti e tra professionalità differenti, ciascuna al servizio di un fine comune, non raggiungibile se perseguito individualmente come peraltro evidenziato a proposito della spettroscopia micro-Raman.
In aggiunta ai risultati mostrati nell’articolo si riporta nel seguito un interessante risultato che indica come la tecnica possa diventare valido strumento complementare alla classica prova del Luminol. L’analisi micro-Raman è stata condotta su di un’ascia arrugginita che presentava alcune macchie apparentemente attribuibili a materiale ematico. In tal caso l’analisi al Luminol porterebbe a risultati non affidabili poiché notoriamente la presenza di ruggine, ossido di Ferro α-Fe2O3, produce un cosidetto falso positivo al Luminol, cioè la reazione luminescente viene attivata non dalla presenza di materiale ematico ma dalla ruggine stessa. In questo la spettroscopia micro-Raman consente di discriminare molto rapidamente la differente natura di tracce a composizione differente come è facile notare dagli spettri riportati nella figura sottostante e prevelati da due zone differenti come mostrato dalle frecce.

di P. Galinetto (Dip. di Fisica – Università di Pavia), S. Lambiase (Dip. di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense – Sez. Medicina Legale e Scienze Forensi “A. Fornari” – Università di Pavia) e A. Taglietti (Dip. Di Chimica – Università di Pavia)

 

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Laboratorio © 2017 Tutti i diritti riservati