Nuovi biomarker per il tumore alla prostata

Close up of laboratory microscopeIl cancro alla prostata rappresenta una fra le più diffuse neoplasie maligne che colpiscono gli individui di sesso maschile, nonché una significativa causa di morte. Attualmente, la diagnosi attraverso l’antigene prostatico (PSA) offre la possibilità di scoprire la patologia precocemente rispetto al classico esame rettale: va detto comunque che ciò non porta a un miglioramento delle prospettive di sopravvivenza a lungo termine. Nonostante quindi tutti i dubbi che sorgono a causa dell’inaccettabile eccessiva medicalizzazione e della dubitevole utilità di porre la diagnosi a stadio molto precoce della patologia, potrebbe in casi selezionati essere utile disporre di un metodo diagnostico laboratoristico complementare rispetto ai succitati. A questo proposito, l’Università di Adelaide (Australia) ha recentemente identificato un gruppo di molecole che sembrano promettenti biomarker che permettono di riconoscere e stadiare il tumore prostatico. Il metodo si basa sull’individuazione di alcuni micro RNA (miRNA), che porterebbero a detta degli scopritori a un minor numero di falsi positivi e falsi negativi rispetto al dosaggio del PSA. Inoltre, uno specifico miRNA denominato miR-200b sarebbe in grado di distinguere fra chi ha un tumore di alto grado (cioè con una prognosi particolarmente infausta) e chi no, rappresentando così non solo uno strumento diagnostico ma permettendo anche di stabilire la prognosi e l’urgenza di apprestare interventi curativi.
Maggiori informazioni si possono trovare al sito: http://bit.ly/1hDbm9k

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Laboratorio © 2017 Tutti i diritti riservati