Profiling interazioni tra linfociti con un dispositivo microfluidico

"SEM Lymphocyte" di Unknown photographer/artist (False color modifications made by myself--DO11.10) - Dr. Triche National Cancer Institute. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:SEM_Lymphocyte.jpg#/media/File:SEM_Lymphocyte.jpg

“SEM Lymphocyte” di Unknown photographer/artist (False color modifications made by myself–DO11.10) – Dr. Triche National Cancer Institute. Wikimedia Commons

Un nuovo dispositivo microfluidico permette di effettuare il profiling di centinaia di coppie di linfociti in un singolo esperimento, e chiarire così gli eventi legati all’attivazione della risposta immunitaria. Nel 2009, a team del MIT ha descritto un array contenente centinaia di microcoppette in silicone per intrappolare le cellule, con il quale i ricercatori hanno catturato coppie di cellule somatiche e cellule staminali embrionali per studiare la riprogrammazione negli ibridi. La piattaforma ha attirato l’attenzione degli immunologi per lo studio della comunicazione tra cellule immunitarie. Ci sono voluti cinque anni per adattare le dimensioni e la distanza delle coppette, e altre variabili al fatto che le cellule immunitarie primarie sono tre volte più piccole delle cellule studiate in precedenza. Il nuovo chip contiene coppette con un lato fronte e retro: il primo tipo di cellule pipettato viene catturato sul lato frontale, poi, modificando il flusso, ogni cellula si sposta dalla parte frontale di una coppetta al retro di un’altra. Quindi i ricercatori ripristinano la direzione di flusso originale e aggiungono il secondo tipo di cellula in modo tale che entrambe le cellule rimangano intrappolate assieme in una coppetta di dimensioni studiate per permettere l’appaiamento. I ricercatori sono così riusciti a monitorare le interazioni tra centinaia di coppie di cellule nel tempo. Hanno osservato le cinetiche delle attivazione delle cellule T a opera delle cellule B, Tra cui il rilascio di calcio e la produzione di citochine, fornendo importanti informazioni su come ha inizio la risposta immunitaria all’infezione. Sebbene la strategia generale possa, in teoria, essere adattata a qualsiasi tipo di cellule, la cosa è più facile se i due tipi di cellule da studiare hanno dimensioni simili tra loro, affermano i ricercatori.
Nat Commun. 13 gennaio 2015;6:5940

di S. Guenzi

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Laboratorio © 2017 Tutti i diritti riservati