Protezione degli animali utilizzati a fini scientifici

Durante la Conferenza Nazionale sul Benessere Animale che si è svolta a Roma dal 13 al 15 Aprile, Il Ministero della Salute ha dedicato una giornata alla “protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e sperimentali“. Il dibattito ha dato spazio agli esperti del mondo accademico e alle istituzioni per dialogare sui passi in avanti fatti nel campo della ricerca scientifica alla ricerca di metodi alternativi alla sperimentazione animale.
Laboratorio 2000 ha raccolto le testimonianze dell’Istituzione, per voce del Ministro Beatrice Lorenzin e di esperti del settore quali Maura Ferrari (Responsabile IZSLER), Isabella De Angelis (Presidente IPAM), Gianni Dal Negro (Co-Chair EPAA), Arti Ahluwalia (Bioingegnere, Università di Pisa) e Bruno Fedi (Responsabile Scientifico PAE).

I METODI ALTERNATIVI
Con questo termine sono indicate tutte le procedure adottate allo scopo di ridurre l’uso di animali, di sostituirli completamente nella sperimentazione, ma anche di limitarne o eliminarne le sofferenze. I metodi alternativi rappresentano infatti la realizzazione pratica del “principio delle 3R”, introdotto nel 1959 dagli accademici britannici Russel e Burch, per sostenere una sperimentazione più attenta alla protezione degli animali da laboratorio.

Attualmente i metodi alternativi validati sono circa 100 in tutto il mondo (di cui 50 in Europa da ECVAM) e riguardano al momento i campi della tossicologia regolatoria e del controllo di qualità.

 

di Caterina Lucchini, BSc- Biotecnologa

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