Recenti novità fiscali per le aziende chimiche

IMG_0246Il 17 marzo, si è svolto il tradizionale appuntamento, a cura dell’Associazione Italiana Commercio Chimico (AssICC), sulle novità fiscali del 2015. L’obiettivo del workshop, è stato quello di fornire alle imprese le conoscenze per gestire la fiscalità, alla luce delle novità introdotte dall’ultima legge finanziaria. Nel corso dei lavori si è parlato delle norme fiscali, sia per le imposte dirette che indirette. Per quanto riguarda il primo tipo di imposte, è stata introdotta la nuova disciplina del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, che presenta caratteristiche differenti rispetto alla precedente. Nella nuova normativa, il credito d’imposta, pari al 25% delle spese che eccedono la media dei medesimi investimenti effettuati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso, è riconosciuto, indipendentemente dal fatturato, dalla forma giuridica, dal settore economico e dal regime contabile a qualsiasi impresa. Una novità importante è costituita della disciplina conosciuta come «patent box», che si traduce in un regime opzionale di tassazione agevolata che si applica ad alcune tipologie di beni immateriali quali opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi di impresa funzionalmente equiparabili ai brevetti. Il regime, permette di escludere dal reddito imponibile il 50% dei redditi derivanti dallo sfruttamento dei beni immateriali menzionati, per far ciò è necessario attivare una procedura di ruling internazionale con l’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP), la legge di stabilità ha introdotto, a partire dal periodo d’imposta 2015, praticamente la completa deducibilità dalla base imponibile del costo del lavoro, relativo ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato, ferme restando le deduzioni forfettarie e analitiche. Per quanto riguarda le imposte indirette, in particolare per l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA), dal 2015 è stato introdotto con l’art. 1 comma 629 della Legge n. 190/2014 il cosiddetto «split payment», che consente all’amministrazione pubblica il pagamento dell’Iva direttamente all’erario. Nel corso dell’esposizione è stato spiegato l’ambito di applicazione, i soggetti esclusi e le distorsioni che genera nel credito d’imposta dell’IVA e i rimedi adottati per far fronte al problema. Infine, sempre in ambito IVA si è parlato dell’inversione contabile o «Reverse Charge», ossia un meccanismo che comporta lo spostamento degli obblighi fiscali, relativi all’IVA, in capo al cessionario e non al cedente. Infatti, dal 1 gennaio 2015, l’inversione contabile può essere applicata anche a operazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianti e di completamento relative agli edifici, durante l’incontro sono state messe in evidenza anche le difficoltà interpretative e applicative del meccanismo contabile. Durante l’incontro, il pubblico presente ha posto numerosi quesiti ai relatori per ottenere chiarimenti in merito agli argomenti trattati.

di M. Colombini

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