Ricerca sugli animali: è sufficientemente basata sull’evidenza, per essere una pietra miliare della ricerca biomedica?

4086L’ uso di animali nella ricerca biomedica è accettato solo in virtù del fatto che questo possa generare un beneficio per l’uomo. In questo articolo gli autori sostengono che i benefici di tale pratica rimangono non accertati e che i fondi dovrebbero essere utilizzati per finanziare ricerche che siano più rilevanti, sia per i medici sia per i pazienti. Anche i risultati più promettenti, ottenuti tramite ricerche effettuate utilizzando animali, spesso risultano inadeguati nei test sull’uomo e raramente sono adottati poi nella pratica clinica, è stato calcolato che meno del 10% delle scoperte scientifiche più promettenti viene poi applicato in ambito clinico nell’arco di 20 anni: uomini e animali, infatti, sono sistemi interattivi talmente complessi e con traiettorie evolutive diverse che anche una piccolissima differenza tra le specie può essere importante.
Inoltre, sulla base dell’analisi di svariati studi svolti a partire dal 1999 si evidenzia che, la conduzione l’attività di reporting e la sintesi di molte delle ricerche attualmente svolte risulta inadeguata. Al giorno d’oggi animali ed esseri umani rientrano in ricerche che non riescono a produrre risultati affidabili e le evidenze relative ai benefici sono insufficienti per considerare tali ricerche etiche. Si rende, quindi, auspicabile un maggior rigore e una maggiore responsabilità nel garantire il miglior uso possibile dei fondi pubblici per la ricerca.
Pandora Pound and Michael B. Bracken, http://dx.doi.org/10.1136/bmj.g3387

di S.Lazzari

 

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