Ripristino della neurogenesi nei topi adulti grazie al litio

La somministrazione di litio, un farmaco in uso per la cura dei disturbi dell’umore, consente di ristabilire la neurogenesi nell’ippocampo, un’area del cervello che sovrintende ai processi di memoria e di apprendimento. La scoperta, effettuata su topi di laboratorio affetti da una malattia analoga alla sindrome di Down, viene da ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. È noto che nei mammiferi i nuovi neuroni sono prodotti nel corso di tutta la vita solo in due zone cerebrali: la zona subventricolare (SVZ) e il giro dentato ippocampale (GD). I neuroni di nuova formazione sono essenziali per il funzionamento dell’ippocampo perché hanno una maggiore plasticità sinaptica rispetto alle cellule mature. I ricercatori hanno dimostrato che il litio induceva la proliferazione dei precursori neuronali nei topi attraverso l’attivazione di del pathway biochimico Wnt/β-catenina, che ristabiliva la neurogenesi adulta nel giro dentato ippocampale fino a livelli fisiologici. Il trattamento ha dimostrato d’indurre un recupero della plasticità sinaptica dei neuroni di recente formazione, portando a un notevole miglioramento delle prestazioni nei test cognitivo-comportamentali, come quelli che valutano l’apprendimento contestuale e la memoria spaziale. La neurogenesi adulta potrebbe essere perciò essere un bersaglio terapeutico per alleviare i deficit cognitivi nei pazienti con sindrome di Down. Ma potrebbe essere utile anche in altre malattie neuropsichiatriche come la schizofrenia o l’Alzheimer, in cui si osserva un deficit nella neurogenesi.

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