Risposta immunitaria umana nei topi

Una ricerca condotta da un gruppo di scienziati della University of Southern California, negli Usa, ha riprodotto nei topi di laboratorio una risposta immunitaria simile a quella umana, grazie a una manipolazione genetica che permette agli animali di esprimere una specifica classe di proteine, le CD1d, coinvolte nel processo di riconoscimento dell’antigene. Il risultato dimostra la validità di un metodo sperimentale, che consente di prevedere se un principio attivo contro i tumori, che funziona nei roditori, possa essere utile anche nell’essere umano, aprendo la strada a un processo di sviluppo di farmaci e vaccini più razionale. I ricercatori sono riusciti a modificare geneticamente un gruppo di topi in modo che esprimessero molecole CD1d con struttura simile a quella umana. Nei test in vivo, le CD1d «umanizzate» hanno attivato una sottopopolazione di linfociti T natural killer in animali a cui era stato somministrato l’antitumorale alfa-GalCer, sostanza fino a ora efficace solo sui topi.

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