Terreni di coltura e batteri

medical researchLa coltivazione dei batteri in laboratorio richiede l’impiego dei cosiddetti «terreni» o «mezzi di coltura», con i quali si cerca di riprodurre artificialmente un ambiente in grado di soddisfare le esigenze metaboliche del microrganismo che si desidera coltivare. Il terreno, prima della semina, deve essere sterile e contenuto in recipienti sterili dotati di un sistema di chiusura che garantisca la sterilità del contenuto. Tutte le operazioni relative alla semina devono essere condotte osservando precauzioni necessarie a evitare la contaminazione del terreno a opera dei batteri presenti nell’ambiente. Gli impieghi dei terreni di coltura sono numerosi: conteggio dei microrganismi che contaminano alimenti e superfici; isolamento dei microrganismi; mantenimento in coltura; identificazione e studio delle caratteristiche biochimiche; coltivazione per la produzione di antibiotici, enzimi, tossine, antisieri, vaccini, colture starter; valutazione dell’attività di preparati farmacologicamente attivi (per es.: antibiotici; ricerca sostanze inibenti).  I terreni di coltura possono essere classificati in base:
1) Alla composizione, in naturali, sintetici o semisintetici
2) Alle caratteristiche colturali: elettivi o di arricchimento, selettivi, differenziali e a uso generale
3) Allo stato fisico: in liquidi, solidi o semisolidi
Tutti devono rispettare, dopo la preparazione, i requisiti di sterilità e fertilità.
di G. Abramo, biologo

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