Una nuova molecola contro l’impotenza

aperturaSi chiama Avanafil, è frutto di una ricerca statunitense e permette la vasodilatazione dei corpi cavernosi in soli 15 minuti e per 6-8 ore, come spiega Vincenzo Mirone, Professore Ordinario di Urologia presso l’Università Federico II di Napoli, nonché Segretario Generale della Società Italiana di Urologia (SIU), che l’ha presentata poche settimane fa a Stoccolma, in occasione del Congresso Europeo di Urologia. Si stima che entro i prossimi dieci anni saranno 350 milioni gli uomini affetti da disfunzione erettile: un disturbo che, oltre ad avere gravi ripercussione sulla sfera personale e affettiva di chi ne è colpito, è sintomo di altre patologie ben più gravi, come il diabete e l’ipertensione. Per contrastarlo, da poche settimane anche in Italia è disponibile un nuovo farmaco, presentato ufficialmente lo scorso 15 aprile a Stoccolma, in occasione del Congresso Europeo di Urologia. Si tratta di un medicinale che, rispetto ai prodotti farmaceutici già disponibili sul mercato, sembra essere capace di rispondere in modo più puntuale ai bisogni dell’uomo affetto da impotenza. La nuova molecola, Avanafil, nata negli Stati Uniti, dopo aver superato tutte le fasi sperimentali e avere ottenuto l’autorizzazione alla commercializzazione da parte della FDA, ha superato l’esame dell’EMA, l’Agenzia Europea del farmaco, per giungere così anche nel nostro Paese dove potrà essere regolarmente prescritta. Abbiamo chiesto a Vincenzo Mirone, Professore Ordinario di Urologia presso l’Università Federico II di Napoli, nonché Segretario Generale della Società Italiana di Urologia (SIU), qualche informazione in più sulla nuova molecola, ma anche qualche ragguaglio sulla disfunzione erettile e sulle strategie da adottare per contrastarla alla radice.

Professor Mirone, in cosa si differenzia Avanafil dalle altre molecole già presenti sul mercato?
Rispetto a Sildenafil, Tadalafil e Vardenafil, quest’ultima molecola, Avanafil, ha una durata d’azione intermedia. In pratica, consente al soggetto con disfunzione erettile di avere un rapporto sessuale già dopo 15 minuti dall’assunzione, tuttavia con uno spazio temporale di azione di diverse ore, sino a otto e per questo rappresenta una nuova tipologia di farmaco all’interno di questa classe.

Come agisce?
Avanafil, come i suoi omologhi, è un potente vasodilatatore: consente di mantenere maggiormente in circolo l’ossido nitrico, ovvero la molecola che permette la vasodilatazione dei corpi cavernosi. In pratica fa arrivare più sangue al pene, aumentandone la rigidità, perché aumenta la portata ematica a livello dei corpi cavernosi.

Provoca effetti collaterali?
Non in modo significativo: Avanafil è un farmaco più selettivo che sembra avere meno effetti collaterali rispetto alle altre tre molecole. In realtà, effetti collaterali importanti non li hanno neppure gli altri tre farmaci, perché in tutti i casi i sintomi correlati all’assunzione sono cefalea, rossore in viso e dolori muscolari, che oltretutto in genere tendono a scomparire dopo 8-10 somministrazioni. L’unica vera controindicazione è per chi assume nitroderivati, sostanze contenuti nei cerotti per il cuore: dispositivi medici utilizzati da una piccola schiera di cardiopatici. Eccetto questi casi, dunque, per gli altri soggetti non esistono particolari controindicazioni.

Vincenzo Mirone.

Vincenzo Mirone.

Se gli effetti collaterali sono limitati, alti invece sono i rischi per chi abusa di questi farmaci. È così?
Sì, perché accanto ai canali di vendita ufficiali, ne sono nati altri illegali. Oggi i «pusher» di queste molecole presenti sul mercato web stanno diventando più numerosi di quelli attivi sul fronte della cocaina e delle altre sostanze illegali. Molto spesso, questi farmaci, assunti illegalmente senza una prescrizione medica, sono acquistati online: tuttavia, nella maggior parte dei casi, si tratta di farmaci contraffatti, dunque non controllati, che potrebbero rappresentare un grave rischio per la salute del paziente.

La disfunzione erettile è un disturbo in aumento, anche tra i giovani: perché?
Perché questa patologia è causata dalle malattie vascolari, come il diabete e l’ipertensione, entrambe in forte crescita, ma anche da fattori psicologici, soprattutto tra i giovani: l’insicurezza, l’ansia da prestazione e, in definitiva, la «maleducazione» sessuale, cioè la conoscenza approssimativa se non del tutto sbagliata della sessualità, provoca grande incertezza tra i giovani che per questo, a volte anche solo per scongiurare un possibile «fallimento», vanno alla ricerca di soluzioni farmacologiche. Si stima che nei prossimi 10 anni la disfunzione erettile colpirà 350milioni di persone.

A cosa deve puntare la ricerca e la medicina per arginare questo problema?
I farmaci di ultima generazione aiuteranno sempre più i pazienti affetti da questo problema a controllare il sintomo, tuttavia, ci dovremo concentrare sulla prevenzione, dunque ridurre i fattori di rischio vascolare, cioè quelli che possono innescare il problema della disfunzione erettile. I concetti legati alla buona alimentazione e a corretti stili di vita sono validi anche in questo ambito, perché mangiare in modo equilibrato e praticare attività fisica aiuta a prevenire i problemi circolatori. Tuttavia si dovrebbe puntare di più all’educazione sessuale dei giovani maschi, oggi molto carente se non del tutto assente. Perché, mentre le giovani donne possono contare sulle madri e sulla figura del ginecologo, quale medico specialista deputato a trattare anche le questioni legate alla sessualità, i maschi non hanno alcuna figura di riferimento. I padri, di solito, sono incapaci di affrontare queste tematiche, di parlare di sessualità in modo costruttivo con i propri figli, inoltre non è ancora ben identificata la figura medica di riferimento che dovrebbe essere l’uro-andrologo. Queste due gravi mancanze impediscono ai maschi di avere una buona e corretta educazione sessuale che cancellerebbe miti, preconcetti e false convinzioni che invece continuano a esistere, portando in alcune circostanze a effetti devastanti sulla maturazione dei giovani.

Entro due anni, altre novità
Dopo Avanafil, la nuova molecola che è andata ad affiancarsi alle tre già disponibili sul mercato del farmaco da diversi anni (Sildenafil, Tadalafil e Vardenafil), sono due le molecole in fase avanzata di sperimentazione che entro due anni entreranno in commercio, Udenafil e Mirodenafil, allargando ulteriormente l’offerta disponibile. Se sul piano sintomatologico gli strumenti per affrontare con successo il problema della disfunzione erettile sono diversi ed efficaci, c’è ancora molto da fare, invece, per rimuovere le cause di questa patologia, sovente riconducibili a patologie vascolari, in crescita in tutti i Paesi occidentali, ma anche a una inadeguata educazione sessuale.

Al di là dei farmaci, «Pianeta Uomo»
Nella classifica delle malattie oncologiche, tra le prime sei neoplasie, tre sono di ordine urologico: il tumore della prostata, con 48 mila nuovi casi ogni anno e 9 mila morti (grosso modo gli stessi numeri del cancro alla mammella), il tumore della vescica e il tumore del rene. «Per questa ragione, la Società Italiana di Urologia, oltre a occuparsi di questi problemi emergenziali, da alcuni anni ha promosso “Pianeta Uomo” – spiega Vincenzo Mirone, Segretario Generale della Società Italiana di Urologia- un progetto attraverso il quale intende promuovere la cultura della prevenzione attraverso la figura dell’urologo, affinché questi divenga per l’uomo quello che è il ginecologo per la donna, cioè un punto di riferimento per patologie e disturbi, ma anche per una corretta educazione sessuale che in ambito maschile nel nostro Paese è quasi del tutto assente».

di P. Altea

 

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