Un’erba antica dalle proprietà immunomodulanti

medicine vials and syringeSi dice che Agrippina utilizzasse l’elleboro (Helleborus niger) per trattare la pazzia di Nerone, mentre i suoi coevi impiegavano quest’erba per curare un numero molto ampio di patologie, fra cui l’artrite reumatoide. Forse gli impieghi antichi non trovano nessun riscontro nella moderna conoscenza di questa pianta officinale, ma di certo alcune sue interessanti proprietà sono state messe in luce da un gruppo di studiosi capeggiati da Gründemann. Questi, infatti, hanno saggiato in vitro le proprietà citotossiche e immumonodulanti di un estratto della pianta. I risultati dei test di proliferazione, eseguiti su linee cellulari neoplastiche di derivazione umana (leucemia e miosarcoma), mostrano una forte azione citotossica della stessa, con induzione delle vie apoptotiche. Curiosamente, cellule immunitarie quali NK e linfociti T risentono fortemente della presenza dell’estratto, mentre altre linee linfocitarie sono insensibili allo stesso e non mostrano apoptosi. Fra i composti dotati di maggiore attività presenti nella pianta, risultano essere la protoanemonina e alcune saponine. Sicuramente si tratta di notizie interessanti che potranno forse portare alla messa a punto di nuovi farmaci antineoplastici e immunomodulatori.
M. Schink, M. Garcia-Käufer, J. Bertrams, S. M. Duckstein, M. B. Müller, R. Huber, F. C. Stintzing, C. Gründemann. Differential cytotoxic properties of Helleborus niger L. on tumour and immunocompetent cells. Journal of Ethnopharmacology, 159(15): 129–136 (2015)

di D.Merli

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